IL GIARDINO DELLE VERGINI SUICIDE

Valutazione
Inaccettabile, ambiguo
Tematica
Adolescenza, Educazione, Famiglia - genitori figli
Genere
Drammatico
Regia
Sofia Coppola
Durata
95'
Anno di uscita
2000
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
The virgin suicides
Distribuzione
European Academy Distribution
Soggetto e Sceneggiatura
Sofia Coppola tratto dal romanzo "Le vergini suicide" di Jeffrey Eugenides
Musiche
Air
Montaggio
Trevis Lyons, Melissa Kent

Orig.: Stati Uniti (1999) - Sogg.: tratto dal romanzo "Le vergini suicide" di Jeffrey Eugenides - Scenegg.: Sofia Coppola - Fotogr.(Panoramica/a colori): Edward Lachman - Mus.: Air - Montagg.: Trevis Lyons, Melissa Kent - Dur.: 95' - Produz.: Julie Costanzo,Dan Halsted, Chris Hanley, Francis Coppola.

Interpreti e ruoli

James Woods (sig.Lisbon), Kathleen Turner (sig.ra Lisbon), Kirsten Dunst (Lux), Josh Hartnett, Scott Glenn, Danny DeVito

Soggetto

Provincia del Michigan, anni '70. I coniugi Lisbon hanno cinque figlie di età compresa tra i tredici e i diciassette anni: Cecilia, Lux, Bonnie, Mary, Teresa. Anche se con diverse sfumature, tutte vivono i momenti belli e difficili dell'adolescenza, tutte suscitano l'interesse e l'attrazione dei ragazzi di scuola e del vicinato. La più piccola, Cecilia, prova simpatia per il coetaneo Dominique, ma non può frequentarlo. Solo più tardi i genitori le permettono di organizzare una festa a casa. A quel punto Cecile si allontana da casa e si uccide. Trip frequenta Lux, poi chiede al padre di lei se possono uscire insieme ma lui dice di no. Una sera le quattro ragazze escono con quattro ragazzi, vanno ad una festa, Lux e Trip vengono eletti regine e re del ballo. Mentre gli altri rientrano, Lux invece torna a casa solo la mattina. La reazione dei genitori é immediata: tutte e quattro relegate dentro con divieto di uscire. Dopo un po' le ragazze chiedono aiuto ai loro amici fuori. Una notte i ragazzi arrivano per portarle via di nascosto, ma loro si sono suicidate. Dopo i funerali, la vita nella cittadina riprende.

Valutazione Pastorale

La storia è costruita con l'intenzione di rappresentare un quadro(ambientale, sociale, culturale) della piccola, profonda, provincia americana anni Settanta. Il tema centrale é con evidenza quello dei problemi adolescenziali e, ancora di più, della capacità o meno da parte dei genitori di capire l'emergere di tali problemi, farsene carico, aiutare a viverli, dare consigli per superarli. L'educazione quindi é al centro della vicenda: educazione repressiva fatta di regole rigide che non prevedono alternative o possibili deroghe. Ci sarebbe quindi materia per riflessioni interessanti, se soltanto la giovane regista Sofia Coppola (figlia del più noto Francis) non si fosse fatta prendere la mano dall'esagerazione, dall'eccesso, da toni sempre sopra le righe. Si può certo obiettare che i cinque suicidi potrebbero avere una valenza 'simbolica', suggerire l'idea della ribellione estrema di fronte ad una costrizione assoluta. Ma la cornice realistica affievolisce molto l'ipotesi di simbolo, e poco opportuno appare il taglio manicheista del racconto (i buoni di qua, i cattivi di là) che conferisce toni leggermente mistificatori. Ne consegue che l'aspetto di denuncia di una situazione difficile non é poi così evidente, mentre il gesto del suicidio ( le cronache riferiscono di giovani che si tolgono la vita senza motivo apparente) potrebbe suggerire a certe fasce di ragazzi soluzioni per niente auspicabili. Mentre pertanto l'argomento 'rapporto genitori-figli' resta importante al pari di quello educativo, non sembra, dal punto di vista pastorale, che questo film possa essere di qualche utilità. E' da valutare pertanto come inaccettabile e sostanzialmente ambiguo. UTILIZZAZIONE: il film é da escludere dalla programmazione ordinaria. L'utilizzazione é da sconsigliare anche nell'ottica di visioni più ristrette e mirate.

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