IL PRETORE

Valutazione
Consigliabile, superficialità
Tematica
Lavoro, Letteratura, Matrimonio - coppia, Metafore del nostro tempo, Politica-Società, Potere, Storia, Teatro
Genere
Commedia
Regia
Giulio Base
Durata
100'
Anno di uscita
2014
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Mediaplex
Soggetto e Sceneggiatura
Dino Gentili, Giulio Base Dino Gentili, Filippo Gentili dal romanzo "Il pretore di Cuvio" di Piero Chiara
Musiche
Pietro Freddi
Montaggio
Massimo Quaglia

Orig.: Italia (2014) - Sogg.: Dino Gentili, Filippo Gentili dal romanzo "Il pretore di Cuvio" di Piero Chiara - Scenegg.: Dino Gentili, Giulio Base - Fotogr.(Scope/a colori): Fabio Zamarion - Mus.: Pietro Freddi - Montagg.: Massimo Quaglia - Dur.: 100' - Produz.: Valentina Di Giuseppe, Massimiliano Leone per Lime Film in collaborazione con RAI Cinema.

Interpreti e ruoli

Augusto Vanghetta (Francesco Pannofino), Sarah Maestri . (Evelina Andreoletti), Mattia Zàccaro Garau (Mario Landriani), Eliana Miglio (Armandina Régner De Monfleury), Carlina Torta . (Rosa Malcotti), Deborah Caprioglio (Tecla), Carlo Giuseppe Gabardini (Memeo), Massimiliano Cavallari . (Pepere Lopez)

Soggetto

Pretore in un piccolo centro sul lago di Luino, Augusto Vanghetta non si fa scrupolo di utilizzare il proprio ruolo per favorire e quindi conquistare piacenti ragazze, per trascurare la moglie Evelina, messa da parte in quanto non in grado di procreare, infine per affermare la propria vanagloria letteraria, imponendo la messa in scena di un modesto testo da teatro filodrammatico. Un giorno arriva nel suo studio il giovane avvocato Landriani e Vanghetta, troppo pieno di sé, non si accorge che tra la moglie e il nuovo arrivato nasce una relazione che permette alla donna di restare incinta. Evelina ritiene di essersi giustamente vendicata ma la beffa del destino è in agguato.

Valutazione Pastorale

Pietro Chiara (1913-1986) pubblica "Il pretore di Cuvio" nel 1973. Molti suoi romanzi sono in procinto di arrivare sul grande schermo. Dopo "Venga a prendere il caffè da noi" (Alberto Lattuada, 1970, da "La spartizione") seguono infatti "Il piatto piange" (Paolo Nuzzi, 1974), "La banca di Monate" (Francesco Massaro, 1974), "La stanza del vescovo" (Dino Risi, 1977), "Il cappotto di Astrakan" (Marco Vicario, 1979). Esce nel 1986 "Una spina nel cuore" (ancora Lattuada), mentre Chiara fa sapere di voler provare a dirigere in prima persona un copione tratto da "Il pretore di Cuvio". Il progetto non va in porto, Chiara muore e tutto si ferma. Fino ad oggi con un'operazione produttiva voluta da Sarah Maestri (nativa di Luino), un copione scritto da Dino Gentili e Giulio Base e dallo stesso Base diretto. Ad una buona partenza, grazie agli 'esterni' azzeccati che ricostruiscono umori e sapori della narrativa di Chiara, seguono una parte centrale alquanto modesta e poco vivace, e un finale finalmente in grado di trovare lo sguardo giusto nei confonti del testo scritto. Qui emerge lo stile dello scrittore, il suo gusto per le beffe del destino, l'amarezza per la sconfitta nella quale, a turno, siamo tutti coinvolti. Un microcosmo dentro il quale risaltano debolezze e ipocrisie messe alla berlina e mai esaltate. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile e segnato da qualche superficialità.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e in successive occasioni come esempio del rapporto tra cinema e letteratura in Italia. Qualche attenzione è da tenere per minori e piccoli in vista di passaggi televisivi e di uso di dvd e di altri supporti tecnici.

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