IL SOSIA – CHE FATICA ESSERE SE STESSI **

Valutazione
Accettabile-riserve, Brillante
Tematica
Genere
Grottesco
Regia
Michel Blanc
Durata
87'
Anno di uscita
1995
Nazionalità
Francia
Titolo Originale
GROSSE FATIGUE
Distribuzione
Filmauro
Soggetto e Sceneggiatura
Michel Blanc, Patrick Aubree da un'idea originale di Bertrand Blier
Musiche
Rene Marc Bini
Montaggio
Maryline Monthieux

Sogg.: da un'idea originale di Bertrand Blier - Scenegg.: Michel Blanc, Patrick Aubree - Fotogr.: (panoramica/a colori) Eduardo Serra - Mus.: Rene Marc Bini - Montagg.: Maryline Monthieux - Dur.: 87' - Produz.: Gaumont, TF1 Films Productions

Interpreti e ruoli

Michel Blanc (Michel Blanc/Patrick Olivier), Carole Bouquet (Carole Bouquet), Philippe Noiret (Philippe Noiret), Josiane Balasko (Josiane Balasco), Charlotte Gainsbourg (Charlotte Gainsbourg), Mathilda May (Mathilda May), Roman Polansky (Roman Polansky), Raoul Billerey, Dominique Besnehard, Gilles Jacob, Philippe De Janerand, François Morel, Marie Mergey

Soggetto

il regista Michel Blanc è veramente sottosopra per lo stress: la polizia irrompe in casa accusandolo di non aver pagato un tassista; al festival di Cannes è arrivato senza prenotazione e, dopo essersi installato nella suite dell'attore Depardieu, tenta di sedurre Mathilda May e Charlotte Gainsbourg; poi è apparso in sordidi locali hard. Sembra dotato di una mostruosa bilocazione e di un carattere assolutamente schizofrenico: viene così arrestato per violenza ai danni di Josiane Balasko. Liberato per ritiro della denuncia, va in campagna dall'amica Carole Bouquet per riposarsi e scrivere ma non riesce in nessuna delle due cose. Finché un giornale involontariamente riesce a svelare l'arcano: ci deve essere un sosia che sfrutta il suo nome. Carole e Michel vanno a smascherarlo: il sosia fugge, ma lascia una traccia: la sua agenda. Così scoprono il paese dove vive ed il suo nome: si chiama Patrick Olivier. La madre di questi li ospita; poi l'anziana maestra del luogo vuole che visitino il figlio paralizzato, che alla vista di Carole Bouquet si alza e cammina. Al ritorno Michel litiga con Carole e scende dall'automobile: poco dopo la donna accoglie a bordo Patrick che dopo averlo braccato, catturato e minacciato, lo lascia andare. Successivamente i due uomini s'incontrano: Patrick propone a Michel di riposarsi. Lui farà pubblicità e film di cassetta, Blanc la parte creativa: lo convince ad una vacanza, ma quando torna, Olivier gli ha preso il posto. Ora è lui ad essere scambiato per Patrick, ma la gente stranamente abbocca più alla mezogna: una barista non lo riconosce nemmeno. Per screditare l'odiato usurpatore Michel rapina una gioielleria, ma Carole aiuta la polizia ad arrestarlo: in galera subisce anche la violenza dei compagni di cella. Uscito dal carcere Blanc cerca un lavoro: nemmeno come sosia di se stesso ha successo. Poi incontra Philippe Noiret che durante un picnic in barca gli confida di essere stato anche lui soppiantato da un sosia. Stremati, i due accettano di lavorare come comparse in un film di Roman Polansky.

Valutazione Pastorale

un film grottesco che fa ridere e pensare realizzato da Michel Blanc su un'idea di Bertrand Blier. Non certo nuovo nello spunto, si lascia vedere con diletto innanzi tutto per il ritmo indiavolato (l'umorismo solo sporadicamente è un po' sboccato e provocatorio), ed è in definitiva una riflessione autoironica sul successo, sul suo prezzo e sull'identità sempre in bilico dell'attore, costretto perennemente ad uscire da sé stesso e quindi più che mai timoroso di perdere l'unica occasione automatica d'identità che la vita gli offre, quella anagrafica. L'espediente permette a Michel Blanc innanzi tutto di sbeffeggiare sé stesso e i colleghi attori con una girandola di battute e situazioni spesso esilaranti; lo stesso stupro ai danni di Josiane Balasko sembra un'autentica goliardata. Anche la deliziosa e spiritosa Carole Bouquet si presta con intelligente e divertita autoironia al gioco. Riuscito il tono plumbeo e piovoso della provincia pettegola in cui la coppia arriva alle ricerca del sosia, con le scene della folla che si addensa uscendo dalle siepi per la strada e la guarigione del paralitico. Spiritoso anche l'incontro con Philippe Noiret, anche se un po' scontata la protesta di questi contro il cinema americano. La scena carceraria suscita qualche riserva, ma va inscritta nei corsi e ricorsi di cui Blanc costella il lavoro con citazioni di altri film. Uno spettacolo ottimamente recitato (anche da altri attori che impersonano se stessi) con una fotografia, una colonna sonora e un montaggio di grande qualità.

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