IL VENTO DEL PERDONO

Valutazione
Accettabile, semplice
Tematica
Famiglia, Morte, Solidarietà-Amore
Genere
Commedia
Regia
Lasse Hallstrom
Durata
107'
Anno di uscita
2005
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
An Unfinished Life
Distribuzione
Eagle Pictures
Soggetto e Sceneggiatura
Virginia Korus Spragg, Maerk Spragg tratto dal romanzo "Una vita incompiuta" di Mark Spragg
Musiche
Christopher Young
Montaggio
Andrew Mondshein

Orig.: Stati Uniti (2004) - Sogg.: tratto dal romanzo "Una vita incompiuta" di Mark Spragg - Scenegg.: Virginia Korus Spragg, Maerk Spragg - Fotogr.(Scope/a colori): Oliver Stapleton - Mus.: Christopher Young - Montagg.: Andrew Mondshein - Dur.: 107' - Produz.: Alan Ladd jr., Kelliann Ladd, Leslie Holleran.

Interpreti e ruoli

Robert Redford (Einar Gilkyson), Jennifer Lopez (Jean Gilkison), Morgan Freeman (Mitch Bradley), Josh Lucas (Crane Curtis), Becca Gardner (Griff Gilkison), Camryn Manheim (Nina), Damian Lewis (Gary Watson), Lynda Boyd (Kitty), R. Nelson Brown . (Kent)

Soggetto

In fuga dal violento convivente e in cerca di un tetto, Jean arriva con la figlioletta Griff alla fattoria di Einar. Jean é stata la moglie dell'unico figlio di Einar, nonché padre di Griff e morto in un incidente di cui Einar ritiene la donna la sola responsabile. Nella sua fattoria ormai in decadenza, Einar vive quasi isolato, avendo come unico amico il fedele Mitch, costretto quasi all'immobilità. La convivenza tra Jean e Einar si mostra subito difficile. Jean deve mettere in campo pazienza, disponibilità, pentimento e fare in modo che sia la piccola Griff a smuovere le diffidenze più radicate. Ora Jean riconquista la fiducia e il suo posto alla fattoria. Einar e Mitch parlano tra loro delle varie forme di sepoltura.

Valutazione Pastorale

Se ad un copione viene affidato il compito di recuperare, all'inizio del Terzo Millennio, personaggi, situazioni, paesaggi fondanti della cultura americana, bisogna che a dirigerlo sia un non-americano, uno che cercherà di essere più americano di tutti. Ecco allora lo svedese Lasse Hallstrom (già regista anche del deprecabile "Le regole della casa del sidro") accingersi al compito di comporre un quadro dell'America rurale dei vecchi tempi: montagne, campi sconfinati, dura vita contadina, dolore di affetti, sconfitta di sentimenti, conflitti interiori senza fine. E poi la famiglia, la memoria, i vivi e i morti, il passaggio dalle vecchie alle nuove generazioni. Insomma tutto quello che ci si aspetta da una sorta di film-romanzo. Percorsi esistenziali sofferti ma tutti positivi punteggiano un film che, dal punto di vista pastorale, é da valuatre come accettabile e nell'insieme semplice. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria e da proporre anche come occasione di spettacolo ben fatto e facilmente fruibile.

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