INSOLITI CRIMINALI

Valutazione
Ambiguità, Discutibile, dibattiti
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
Kevin Spacey
Durata
95'
Anno di uscita
1997
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
ALBINO ALLIGATOR
Distribuzione
Columbia Tristar film Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Christian ForteChristian Forte
Musiche
Michael Brook
Montaggio
Jay Cassidy

Sogg e Scenegg.: Christian Forte - Fotogr.: (Scope/a colori) Mark Plummer - Mus.: Michael Brook -Montagg.: Jay Cassidy - Dur.: 95' - Produz.: Brad Krevoy, Steve Stabler, Brad Jenkel

Interpreti e ruoli

Matt Dillon (Dova), Gary Sinise (Milo), William Fichtner (Law), Faye Dunaway (Janet), Viggo Mortensen (Guy), John Spencer (Jack), M.Emmet Walsh (Dino), Joe Mantegna (G.D.Browining)

Soggetto

A New Orleans, Dova, Milo e Law sono alla prese con una rapina che sembrava facile, ma all'improvviso scatta l'allarme e tre agenti federali muoiono. In fuga, i rapinatori si rifugiano in un bar vecchio stile, costruito all'epoca del proibizionismo e che, oltre alla porta d'ingresso, non ha vie d'uscita. Nel locale si trovano cinque persone che vengono prese in ostaggio: Dino, il proprietario, Janet, la cameriera, Danny, il ragazzo che serve, Jack, un camionista, e Guy, di passaggio in città. Agenti e polizia circondano il bar. I tre credono di essere ricercati per rapina, mentre i federali pensano che un commerciante d'armi si nasconda nel locale. Tra paure ed isterismi comincia allora un confronto sempre più serrato e spietato tra i presenti nel bar. Danny è il figlio di Janet, Guy è realmente un ricercato. Uno dopo l'al-tro, Dino, Jack, Guy, Milo e Law muoiono. Dova, Janet e Danny escono feri-ti. Dova, scambiato per uno degli ostaggi, viene considerato un eroe ed elo-giato per il suo comportamento.

Valutazione Pastorale

svolgendosi tutta all'interno di un unico ambiente, la storia ha un andamento via via sempre più claustrofobico, comincia con toni calmi per disegnare il progressivo crescere di una tensione forte ed esa-sperata fino all'esplodere della linea di sopportazione. La regia scava nella descrizione di cosa può succedere in situazioni critiche, cerca di dire come certe persone possano trasformarsi di fronte a fatti imprevisti. Un percorso giocato su sottili sfumature psicologiche: nessuno dei personaggi diventa un eroe, i tre balordi non sono criminali freddi, spunta lo spazio per la preghie-ra, il ricordo della madre, il disagio di dover uccidere. E' più cinica la stam-pa, che non si cura di verificare la verità o meno dei fatti, pur di arrivare pri-ma. Dal punto di vista pastorale, il film ha momenti di ambiguità, pur restan-do interessante per il modo aspro e asciutto, privo di compiacimenti, con cui descrive un fatto che potrebbe, purtroppo, capitare a tutti. Utilizzazione: ben interpretato, diretto con ritmo e azione dentro un solo locale, il film può essere utilizzato in una programmazione ordinaria ben mirata, con evidente attenzione per un pubblico di minori o famiglie. In altri contesti, è da programmare e da dibattere: su temi quali, la colpa, la vendetta, l'ambiguità della televisione, il senso della famiglia.

Le altre valutazioni

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