La candidata ideale

Valutazione
Consigliabile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Donna, Famiglia, Famiglia - fratelli sorelle, Famiglia - genitori figli, Giustizia, Lavoro, Politica, Politica-Società
Genere
Drammatico
Regia
Haifaa Al Mansour
Durata
101'
Anno di uscita
2020
Nazionalità
Arabia Saudita, Germania
Titolo Originale
The Perfect Candidate
Distribuzione
Academy Two
Soggetto e Sceneggiatura
Haifaa Al Mansour, Brad Niemann
Fotografia
Patrick Orth
Musiche
Volker Bertelmann
Montaggio
Andreas Wodraschke
Produzione
Razor Film Produktion (Gerhard Meixner, Roman Paul), Haifaa Al Mansour’s Establishment for Audiovisual Media (Haifaa Al Mansour)

Presentato in Concorso alla 76a Mostra del Cinema della Biennale di Venezia

Interpreti e ruoli

Mila Alzahrani (Maryam ), Dae Al Hilali (Selma), Nourah Al Awad (Sara), Khalid Abdulrhim (Abdulaziz)

Soggetto

È la storia di una giovane dottoressa che lavora in un ospedale di provincia, tra resistenze e molti pregiudizi. Per una serie di circostanze, decide di candidarsi al consiglio comunale battendosi perché venga asfaltata la strada di accesso alla struttura ospedaliera – da tempo inagibile – e principalmente perché la voce delle donne sia ascoltata anche in politica.

Valutazione Pastorale

È una pioniera del cinema arabo la regista Haifaa Al Mansour (classe 1974), la prima autrice a girare a Riyad con il suo film d’esordio “La bicicletta verde” (2012). La Mansour ha presentato a Venezia 76 il suo nuovo film “The Perfect Candidate”, con cui si confronta nuovamente con la condizione della donna nella società araba. La regista mette ancora una volta al centro della vicenda un personaggio femminile moderno, che si ribella contro le rigidità del sistema sociale e familiare. Una ribellione, però, che non assume le forme della dura rivendicazione, ma sceglie la via della morbidezza, la semplicità della fiaba. Girato con padronanza e leggerezza, il film è uno sguardo locale dal potente respiro internazionale in un momento di forte attenzione alla condizione femminile. Ancora, i temi alla Ken Loach ci sono tutti, ma la declinazione è prudente e composta senza per questo smarrire incisività. Haifaa Al Mansour non si scontra a viso aperto con la tradizione socio-culturale del proprio Paese, ma avanza un’idea di progresso e libertà. L’opera indaga con efficacia lo scenario sociale, lavorativo, ma anche il tessuto domestico e familiare. Il film propone significativi guadagni sul rapporto di solidarietà tra sorelle nonché di comprensione e accoglienza tra padre e figlia. Dal punto di vista pastorale il film è da valutare come consigliabile, problematico e adatto senza dubbio per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in successive occasioni di dibattito, per approfondire soprattutto il ruolo della donna nella società araba e nella dimensione pubblica-politica.

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