LA CITTA’ PROIBITA

Valutazione
Accettabile-riserve, Complesso, dibattiti **
Tematica
Animali, Famiglia - genitori figli, Politica-Società, Potere, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Zhang Yimou
Durata
111'
Anno di uscita
2007
Nazionalità
Cina, Hong Kong
Titolo Originale
Man cheng jin dai huang jin jia
Distribuzione
01 Distribution
Soggetto e Sceneggiatura
Zhang Yimou, Wu Nan, Bian Zhihong Cao Yu
Musiche
Shigeru Umebayashi
Montaggio
Cheng Long

Orig.: Cina/Hong Kong (2006) - Sogg.: Cao Yu - Scenegg.: Zhang Yimou, Wu Nan, Bian Zhihong - Fotogr.(Scope/a colori): Zhao Xiaoding - Mus.: Shigeru Umebayashi - Montagg.: Cheng Long - Dur.: 111' - Produz.: William Kong, Zhang Weiping, Zhang Yimou.

Interpreti e ruoli

Gong Li (imperatrice Phenix), Chow Yun-Fat (imperatore Ping), Liu Ye (principe ereditario Van), Jay Chou (principe Jai), Qin Junjie (principe Yu), Li Man (Chan Jiang), Ni Dahong (Jiang), Chen Jin . ( medico imperiale), (sig.ra Jiang)

Soggetto

Cina, anno 928 d.C. nel periodo della dinastia Tang. Tra l'imperatore Ping, sua moglie l'imperatrice Phoenix, e i figli (non tutti di loro) principe Jai e principe Wan si scatena all'interno della Città Proibita un'aspra lotta con in ballo la primogenitura, la successione, il potere sulla corte. Questa lotta si intreccia con le vicende della famiglia di Jiang, il medico di corte, e con l'iniziativa di alcuni soldati ribelli che vogliono rovesciare il trono. Le congiure vengono domate, ma i figli (anche un terzo, quello che aveva avuto una relazione con l'imperatrice) muoiono tutti. E forse muore anche Phoenix. A Ping non resta che constatare la propria amara vittoria.

Valutazione Pastorale

Una messa in scena sontuosa, ricchissima, affidata ad una ricostruzione sfarzosa e imponente. L'intensità dei colori sfonda l'orizzonte visivo, e il chiuso delle stanze dell'immenso palazzo, affondato nel rigore cromatico e nell'effluvio di fumi, unguenti, veleni, emana un'aria quasi irrespirabile: così è la vita della famiglia imperiale in quel nido di vipere. Zhang Yimou sceglie un dramma 'alto', una sequela di colpe e peccati che rimandano alla malattia del potere in quanto tale, ad una shakespeariana 'settimana dei morti' nella quale qualcuno 'deve' inevitabilmente essere sacrificato. Lo stile del pluripremiato regista raggiunge una ricercatezza formale che tocca il manierismo, disegnando una bellezza esteriore malata, riflesso di quella interiore dei protagonisti. La denuncia dei guasti del potere di ieri guarda anche a quello di oggi, ma senza andare troppo a fondo. Film comunque di tono epico, e che, dal punto di vista pastorale, é da valutare come accettabile con riserve per qualche passaggio un po' troppo compiaciuto, nell'insieme complesso e adatto per dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria con attenzione per la presenza dei più piccoli. Da proporre in occasioni mirate. Attenzione è anche da tenere per piccoli e minori in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

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