La donna alla finestra

Valutazione
Consigliabile, Problematico
Tematica
Dolore, Malattia, Male, Morte, Psicologia
Genere
Thriller drammatico
Regia
Joe Wright
Durata
100'
Anno di uscita
2021
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Tha Woman in the Window
Distribuzione
Netflix
Soggetto e Sceneggiatura
A.J. Finn, Tracy Letts
Fotografia
Bruno Delbonnel
Musiche
Trent Reznor, Atticus Ross
Montaggio
Valerio Bonelli
Produzione
Eli Bush, Scott Rudin, Anthony Katagas

Il film è un adattamento dell'omonimo romanzo di A. J. Finn

Interpreti e ruoli

Amy Adams (Anna Fox), Gary Oldman (Alistair Russell), Fred Hechinger (Ethan Russell), Julianne Moore (Jane Russell), Jennifer Jason Leigh (Jane Russell), Wyatt Russell (David), Brian Tyree Henry (Il detective Little), Jeanine Serralles . (Il detective Norelli)

Soggetto

Anna Fox è una psicologa infantile che soffre di agorafobia. Rintanata nella sua casa nel cuore di New York osserva il mondo dalla finestra. Un giorno, casualmente, entra in contatto diretto con Jane Russell e suo figlio che abitano nel palazzo di fronte. Potrebbe essere l’inizio di un progressivo aprirsi alla realtà, ma una notte Anna assiste all’omicidio della donna….

Valutazione Pastorale

Visibile sulla piattaforma Netflix dal maggio 2021 “La donna alla finestra” (“The Woman in the Widow”) è un giallo tratto dall’omonimo romanzo di A.J. Finn. Il film è diretto da Joe Wright, autore di trasposizioni di successo come “Orgoglio e pregiudizio” (2006), “Espiazione” (2007) e “Anna Karenina” (2012), senza dimenticare “L’ora più buia” del 2017, con un Gary Oldman da Oscar nei panni di Winston Churchill, attore che nella “Donna alla finestra” ritroviamo nell’enigmatico e inquietate vicino di casa Alistair Russel. Il film denuncia subito il suo debito, molto consistente, con Alfred Hitchcock, debito che non si limita all’evidenza de “La finestra sul cortile” (1954), ma passa da “Io ti salverò” (1945), “La donna che visse due volte” (1958) e “Marnie” (1964), tutti film con il denominatore comune di un trauma subito dai protagonisti che ne condiziona la vita. Scopriremo infatti che la nostra Anna Fox (la sempre convincente Amy Adams) è una psicologa infantile, affetta da agorafobia, che trascorre le sue giornate reclusa in casa a guardare in tv film noir, ingurgitare vino e psicofarmaci e spiare nelle case dei vicini. Le uniche persone che incontra sono il suo psicoterapeuta, ogni lunedì, e il giovane al quale ha affittato il seminterrato. Quando una nuova famiglia, i Russell, si trasferisce dall’altra parte della strada, Anna fa amicizia con il figlio quindicenne Ethan (Fred Hechinger) e la donna che crede essere la madre del ragazzo, Jane Russell (Julianne Moore). Una notte Anna sente un grido e, spiando nel palazzo di fronte, assiste all’omicidio della signora Russell. Sia Ethan che suo padre Alistair, però, negano decisamente e, a un’attonita Anna e agli scettici poliziotti da lei chiamati, presentano Jane Russell (Jennifer Jason Leigh). Sperando di riuscire a fare luce su ciò che crede di aver visto, la donna decide di cambiare medicinali e di ridurre il vino. Questo la porterà a fare i conti con la realtà dolorosa che ha cercato di rimuovere in un susseguirsi di colpi di scena e rivelazioni scioccanti… Il regista Joe Wright dimostra di aver appreso molto bene la lezione del maestro del brivido, andando oltre l’omaggio e la citazione per dirigere con piglio sicuro e “mestiere” un buon giallo (magari non del tutto imprevedibile per i cultori del genere), ma comunque godibile e avvincente, supportato da interpreti di prim’ordine, tutti efficaci e capaci di sorprendere, nel bene e nel male, il pubblico. Particolarmente coinvolgente è Amy Adams nel ruolo di Anna Fox, sciatta e scarmigliata, con lo sguardo perso di chi ha un po’ troppa confidenza con il vino, ma comunque una donna forte, dolente e resiliente al tempo stesso. Tenendo conto della lezione di Hitchcock, il personaggio di Anna attraversa dubbi e smarrimenti, compiendo un vero e proprio cammino esistenziale che la conduce a un serrato faccia a faccia con i propri irrisolti. Se convince la prova del regista Joe Wright, non è da trascurare l’ottimo lavoro sul copione che fa l’attore-sceneggiatore Tracy Letts. Dal punto di vista pastorale il film “La donna alla finestra” è da valutare come consigliabile, problematico.

Utilizzazione

Il film è da riproporre in programmazione ordinaria, anche come occasione per riscoprire i capolavori di Alfred Hitchcock. Per l’argomento trattato e per la crudezza di alcune scene il film è adatto a un pubblico adulto o di adolescenti accompagnati.

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