LA NOSTRA TERRA

Valutazione
Consigliabile, Problematico, dibattiti
Tematica
Giustizia, Lavoro, Mafia, Omosessualità, Politica-Società, Potere
Genere
Drammatico
Regia
Giulio Manfredonia
Durata
100'
Anno di uscita
2014
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Visionaria e Videa
Musiche
Mauro Pagani
Montaggio
Cecilia Zanuso, Roberto Martucci

Orig.: Italia (2014) - Sogg. e scenegg.: Fabio Bonifaci, Giulio Manfredonia (consulenza alla scg: Peppe Ruggiero) - Fotogr.(Scope/a colori): Marcello Montarsi - Mus.: Mauro Pagani - Montagg.: Cecilia Zanuso, Roberto Martucci - Dur.: 100' - Produz.: Lionello Cerri per Lumière & CO.

Interpreti e ruoli

Stefano Accorsi (Filippo), Sergio Rubini (Cosimo), Maria Rosaria Russo (Rossana), Iaia Forte (Azzurra), Nicola Rignanese (Veleno), Massimo Cagnina (Piero), Giovanni Calcagno (Tore), Giovanni Esposito (Frullo), Silvio Laviano (Salvo), Michel Leroy (Wuambua), Paolo De Vita (maresciallo), Debora Caprioglio (Jessica), Tommaso Ragno (Nicola Sansone), Bebo Storti (Dario)

Soggetto

Nel Sud Italia un podere di proprietà del mafioso Nicola Sansone viene confiscato dallo Stato e assegnato ad una cooperativa che però non riesce per vari motivi ad avviare l'attività. Dalla sede centrale al Nord arriva in aiuto Filippo, un uomo che da anni si occupa di antimafia dal proprio ufficio. Da subito Filippo incontra numerosi ostacoli che lo spingono quasi a rinuncoare. Rimane per senso di sfida e per i rapporti che si stanno instaurando con le persone della cooperativa, in particolare con Cosimo, l'ex fattore del boss, e con Rossana, la ragazza che ha un passato da riscattare. Arrivano però molti altri inconvenienti ed imprevisti (tra cui il rientro di Sansone scarcerato nella propria casa) prima di una risolutiva azione di forza nel paese.

Valutazione Pastorale

E' stata ed è un'azione senz'altro meritoria quella della confisca di terreni ai clan mafiosi e la successiva assegnazione da parte dello Stato alle cooperative. Qui il racconto parte dal momento esattamente successivo. Quando comincia il lavoro 'pulito', (ri)cominciano i problemi. Tanti, e ingenerati dalle nuove realtà sociali italiane. Nel gruppo che si accinge a rimettere in piedi il terreno, ci sono uomini e donne del nord e del sud, un disabile mentale, un portatore di handicap, un immigrato di colore. Dopo qualche tempo quel gruppo diventa la fotografia/sintesi dell'Italia attuale. E l'originalità iniziale scivola nel prevedibile. Non manca la coppia omosessuale (con qualche battuta "da bar"), nè la signora un po' esaltata e fuori controllo, né lo scontro alquanto 'telefonato' tra Filippo e Nicola, il buono contro il cattivo. Riassume bene Manfredonia: "Su questa terra si incontrano e si scontrano tre sistemi di potere: oltre alla legge dello Stato e a quella della Natura, esiste una terza legge, più invisibile e subdola, quella della Mafia". Il campanello d'allarme che il film lancia è allora quello di dire: fatto il primo passo (la confisca), bisogna fare il secondo. E questo forse vale più del resto del film, alquanto fragile e poco incisivo. Film che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in successive occasioni per avviare riflessioni sugli argomenti trattati, tutti legati all'attualità italiana. Da proporre anche a livello scolastico.

Le altre valutazioni

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