LA QUINTA STAGIONE

Valutazione
Complesso, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Animali, Famiglia, Male, Metafore del nostro tempo, Sessualità
Genere
Drammatico
Regia
Peter Brosens
Durata
93'
Anno di uscita
2013
Nazionalità
Belgio, Francia, Olanda
Titolo Originale
La cinquième saison
Distribuzione
Nomad Film
Musiche
Michel Schopping
Montaggio
Jessica Woodworth

Orig.: Belgio/Olanda/Francia (2012) - Sogg. e scenegg.: Peter Brosens, Jessica Woodworth - Fotogr.(Panoramica/a colori): Hans Bruch jr. - Mus.: Michel Schopping - Montagg.: Jessica Woodworth - Dur.: 93' - Produz.: Peter Brosens &Jessica Woodworth, Diana Elbaum & Sébastien Delloye, Joop Van Wijk & JB Macrander, Philippe Avril.

Interpreti e ruoli

Aurèlia Poirier (Alice), Sam Louwyck (Pol), Django Schrevens (Thomas), Gill Vancompernolle (Octave), Bruno Georis (Luc), Peter Ven den Begin ; Nathalie Laroche (Marcel), Véronique Tappert (Marianne), Robert Colinet (Corinne), Delphine Cheverry (Louis), Pierre Nisse . (Anoush)

Soggetto

Nel villaggio belga di Concroz, gli abitanti sono preoccupati: il clima sta cambiando, l'inverno sembrs non finire mai, la primavera ritarda. Conseguenza di ciò è che le normali presenze si attenuano: le api scompaiono, le mucche non producono più latte. E anche gli umani cominciano ad avere contrasti tra loro...

Valutazione Pastorale

Peter Brosens e Jessica Woodworth hanno girato "Khadak", 2006 e "Altiplano", 2009. Il tema unificante è quello del rapporto Uomo/natura nell'ottica del difficile mantenimento dell'equilibrio ambientale. Si parte, è ovvio, dalla fine: ossia dall'incombere di un grande pericolo e si cerca di capirne i motivi e di valutarne le conseguenze. Il clima però è già quello di una resa, di un abbandono alLa sconfitta. Il fatto è che Peter e Jessica affondano lo sgaurdo in un panorama spettrale e allucinato, osservano un mondo dove gli animali stanno per prendere il sopravvento e la ragione non aiuta più le persobne a compiere le azioni. Racconto disordinato, abitato da simboli, richiami, disegni e riferimenti: linguaggio spoglio e comunità malate per rappresentare una situazione da pittura fiamminga, da follia senza controlllo. Molte immagini sono certo fascinose, ma nell'insieme il copione risuta faticoso e carico di visionarietà ambiziose. L'esposizione dei guasti di una cultura fin troppo superficiale risulta comuqnueuinteressante, e il film, dal punto di vista pasytorale, è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film, più che nella programmazione ordinaria, è da destinarsi ad occasioni mirate, dove la visione possa essere accompagnata da una riflessione ad ampio raggio sulle molte suggestioni (storiche culturali, sociali...) che il racconto propone. Da evitare per minori e piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di dvd e di altri supporti tecnici.

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