LA TIGRE E IL DRAGONE

Valutazione
Accettabile, complesso
Tematica
Giustizia, Letteratura, Libertà, Storia, Tematiche religiose
Genere
Epico-fantastico
Regia
Ang Lee
Durata
115'
Anno di uscita
2001
Nazionalità
Cina
Titolo Originale
Crouching tiger, hidden dragon
Distribuzione
BIM - Columbia TriStar Films Italia
Soggetto e Sceneggiatura
James Schamus, Wang Hui Ling, Tsai Huo Jung tratto dal romanzo "Crouching tiger, hidden dragon" di Wang Du Lu
Musiche
Tan Dun
Montaggio
Tim Squyres

Orig.: Cina (2000) - Sogg.: tratto dal romanzo "Crouching tiger, hidden dragon" di Wang Du Lu - Scenegg.: James Schamus, Wang Hui Ling, Tsai Huo Jung - Fotogr.(Scope/a colori): Peter Pau - Mus.: Tan Dun - Montagg.: Tim Squyres - Dur.: 115' - Produz.: Bill Kong, Hsu Li Kong, Ang Lee.

Interpreti e ruoli

Chow Yun-Fat (Li Mu Bai), Michelle Yeoh (Yu Shu Lien), Zhang Ziyi (Jen), Chang Chen (Lo), Lung Sihung (Sir Te), Chang Pei-Pei (Jade Fox), Li Fa Zeng (governatore Yu), Gao Xian (Bo), Hai Yan (madam Yu), Wang Deming (Tsai), Li Li . (May)

Soggetto

Cina, ultimi anni della dinastia Ching (inizio 1800). Li Mu Bai, maestro di arti marziali, tornato a casa comunica l'intenzione di ritirarsi dall'attività per recuperare la pace interiore e rendere omaggio al suo maestro ucciso da Volpe di Giada. Per questo motivo affida la preziosa spada detta "Il destino verde"a Shu-Lien, di cui é da sempre segretamente innamorato, perché la donna a sua volta la consegni al signor Te. Shu Lien esegue ma, mentre Te è incerto se accettare o meno il dono, la spada viene rubata. Si pensa subito a Volpe di Giada e ad un complotto per gettare discredito sul Governatore Yu che, con moglie e figlia, é ospite nel palazzo del signor Te. Jen, la figlia, é triste perché dovrà sposare un uomo che non vuole, e il suo pensiero va a Lo, predone mongolo che vive tra le montagne. Ribelle di carattere, Jen mostra di conoscere molto bene i segreti della spada: si viene infatti a sapere che é un'allieva di Volpe di Giada il quale, sotto false spoglie, si aggira nel palazzo. Anche l'ispettore di polizia pensa che Volpe di Giada sia l'autore del furto. Li Mu Bai allora scende di nuovo in città. Dapprima insegue Jen, poi affronta Volpe di Giada e lo uccide. Tuttavia è ferito da un colpo di veleno e poco dopo muore. Jen ora raggiunge l'amato Lo. "Qual é il desiderio?" "Io e te nel deserto". E Jen vola verso il bosco.

Valutazione Pastorale

Il titolo fa riferimento ad un antico proverbio cinese, usato per definire luoghi e situazioni in cui dimorano eroi e leggende nascoste e dove nulla é quello che sembra essere. Così nel periodo scelto (la dinastia Ching)la nostalgia dei tempi andati determinava il crescente successo di un genere popolare, il "wuxia", che narrava le imprese valorose degli eroi delle arti marziali e esaltava l'apparente semplicità di un'epoca ormai passata. Il regista Ang Lee (nato a Taiwan nel 1954) dice: "Ho tentato di mantenere in armonia la drammaturgia dei personaggi e le arti marziali. Anche l'aspetto drammaturgico è strutturato come una coreografia, in cui la lotta non consiste mai solamente nei calci e nei pugni ma rappresenta anche il modo in cui i personaggi esprimono la loro condizione e i propri sentimenti". Queste minime informazioni sono necessarie per entrare con qualche strumento in più nella storia e lasciarsi andare alle suggestioni che propone. Si tratta infatti di una favola o di un poema risolti nello stile della ballata, dove al realismo degli ambienti, degli oggetti, dei riferimenti storici si contrappongono scontri risolti al ritmo di danza, duelli in cui i contendenti si librano in cielo e volano da un albero all'altro, parole e pensieri che volano nell'immaginazione. Scegliendo un taglio narrativo che fonde l'epica e il fantastico, la storia e la letteratura, Ang Lee compone un prodotto di bella efficacia, soddisfacendo allo stesso tempo la voglia di recupero delle proprie origini e il gusto occidentale per gli scontri acrobatici qua e là molto simile alle strisce di un fumetto. Un accenno va infine fatto per i riferimenti alla cultura taoista, al Tao come 'cammino' verso l'armonia suprema. Dal punto di vista pastorale il film, molto diretto e propositivo, è da valutare come accettabile, e complesso per il suo apparato visivo e contenutistico non sempre facile da decifrare. UTILIZZAZIONE: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria. Da proporre come esempio di film che cerca di mettere d'accordo cultura orientale e sistema produttivo occidentale e per i numerosi spunti che offre (letteratura, giustizia, tematiche religiose...).

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