LA VENDETTA DI CARTER

Valutazione
Inaccettabile, violento
Tematica
Violenza
Genere
Drammatico
Regia
Stephen T.Kay
Durata
102'
Anno di uscita
2001
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Get Carter
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
David McKenna tratto dal romanzo "Jack's return home" di Ted Lewis
Musiche
Tyler Bates
Montaggio
Jerry Greenberg

Orig.: Stati Uniti (2000) - Sogg.: tratto dal romanzo "Jack's return home" di Ted Lewis - Scenegg.: David McKenna - Fotogr.(Panoramica/a colori): Mauro Fiore - Mus.: Tyler Bates - Montagg.: Jerry Greenberg - Dur.: 102' - Produz.: Mark Canton, Elie Samaha, Neil Canton.

Interpreti e ruoli

Sylvester Stallone (Jack Carter), Mickey Rourke (Cyrus Paice), Michael Caine (Cliff Brumby), Alan Cummings (Jeremy Kinnear), Miranda Richardson (Gloria Carter), Rachel Leigh Cook (Doreen Carter), Gretchen Mol (Audrey), Rhona Mitra (Geraldine), Johnny Strong (Eddie), John C. McGinley . (Con McCarty)

Soggetto

Dopo quattro anni, Carter, uomo dai metodi sbrigativi, torna a Seattle per partecipare al funerale del fratello morto in un incidente autobilistico. La cognata e la giovane nipote gli dicono che si è trattato di una disgrazia, ma lui non vuole rassegnarsi. Deciso a scoprire la verità, dapprima ritrova Cyrus, conoscente di anni lontani che organizza "snuff movie" via internet insieme all'infromatico Jeremy Kinnear. Parla poi anche con Cliff, il padrone del locale dove lavorava il fratello. Dopo incontri e indagini, Carter si rende conto che in realtà il fratello è stato ucciso: si era impadronito di un dischetto dove si vedeva la figlia Doreen mentre veniva stuprata. Allora si mette alla ricerca dei colpevoli. Li scova uno ad uno e li elimina con fredda determinazione.

Valutazione Pastorale

Un Sylvester Stallone imbolsito e dall’espressività quasi inesistente è il protagonista dell’ennesimo copione su misura per una scontata storia di vendetta. I luoghi comuni consueti in storie di questo genere (inseguimenti, sparatorie, ambienti malavitosi tra locali equivoci e circolazione di droga) sono riproposti a piene mani lungo un copione che non fa il minimo sforzo per evitare di essere noioso e scontato. Anzi il ritratto che viene fuori di Carter è (o dovrebbe essere) quello dell’ eroe buono in quanto legittimato a compiere quello che fa. Tanto buono però non è, questo protagonista che persegue lucidamente il proprio istinto di vendetta e rifiuta qualsiasi tipo di perdono, che non sia quello di rispondere alla violenza con la violenza. Pesante e insistito anche al di là delle esigenze del ‘genere’, il film, dal punto di vista pastorale, è da valutare come inaccettabile e sostanzialmente violento. UTILIZZAZIONE: l'utilizzazione é da evitare, sia in programmazione ordinaria sia in altre circostanze.

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