L’ALTRA META’ DELL’AMORE

Valutazione
Inaccettabile, malsano
Tematica
Amicizia, Donna, Famiglia - genitori figli, Omosessualità
Genere
Drammatico
Regia
Léa Pool
Durata
98'
Anno di uscita
2002
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Lost and delirious
Distribuzione
Nexo
Soggetto e Sceneggiatura
Judith Thompson tratto dal romanzo "The wives of bath" di Susan Swan
Musiche
Yves Chamberland
Montaggio
Gaétan Huot

Orig.: Stati Uniti (2001) - Sogg.: tratto dal romanzo "The wives of bath" di Susan Swan - Scenegg.: Judith Thompson - Fotogr.(Normale/a colori): Pierre Gill - Mus.: Yves Chamberland - Montagg.: Gaétan Huot - Dur.: 98' - Produz.: Citè-Amerique/Greg Dummett Films.

Interpreti e ruoli

Piper Perabo (Paulie), Jessica Paré (Victoria), Mischa Barton . (Mary), Mimi Kuzyk (prof.sa Bennet), Graham Greene (Joe Menzes)

Soggetto

Mary, detta Mouse, arriva in un college femminile e viene assegnata in una stanza dove già si trovano Paulie e Victoria. Dopo aver conosciuto altre compagne di classe e l'insegnante signorina Bennet, Mary una sera vede Paulie e Victoria che si baciano con passione e poi fanno l'amore. Il giorno dopo, mentre corrono nei boschi, le ragazze incontrano tre coetanei, Jake, John e Phil. Mary intanto ha cominciato ad aiutare il giardiniere che viene ogni giorno a sistemare il prato del college. Victoria comincia a pensare che quella sua relazione potrebbe essere presa molto male dai genitori e dice a Paulie di essere intenzionata a smettere. Ma la notizia è accolta molto male da Paulie. Victoria insiste: prima le dice che ama Jake, poi che ama lei ma non può continuare. Dopo aver ricevuto una lettera in cui la informano che la sua madre vera non vuole affatto vederla, Paulie entra in forte crisi. Prima sfida Jake in una sorta di duello, poi, durante la festa con i genitori, cerca di ballare con Victoria davanti a tutti. Ancora una volta rifiutata, Paulie ferisce Jake, poi sale sul tetto del college e si getta in volo, precipitando.

Valutazione Pastorale

C'erano molti temi di non secondaria importanza in questa storia tutta al femminile (l'autrice del romanzo da cui deriva il copione, la regista, le protagoniste): in primo luogo il rapporto con la famiglia di queste ragazze mandate a vivere in una sorta di prigione dorata dove sembra che non manchi niente e invece è assente la possibilità di una crescita e di un equilibrato sviluppo individuale e collettivo; ma anche il tema dell'educazione e dell'apprendimento, e poi quello, delicato, dei sentimenti, giusti o sbagliati che siano. Purtroppo nessuno di questi argomenti é affrontato in maniera seria, e anzi la regia fa di tutto per allontanarne l'attenzione, privilegiando uno stile calligrafico che ben presto sfocia nel decadente. Immagini quindi tutte patinate e clima che si abbandona al narcisismo, alla contemplazione della omosessualità tra le ragazze come puro oggetto estetico da ammirare. In questa dimensione estetizzante si inseriscono poi simbolismi sparsi, insistiti e fuori luogo, oltre a passaggi drammatici ripetuti e ancora una volta troppo compiaciuti. Ne deriva che tutte le possibili intenzioni elencate all'inizio scompaiono e resta solo un pretesto di esibizionismo. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come inaccettabile, e nell'insieme malsano. UTILIZZAZIONE: l'utilizzazione è da evitare sia in programmazione ordinaria sia in altre circostanze. Molta attenzione è da tenere per i minori in occasione di passaggi televisivi.

Le altre valutazioni

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