L’AMICO DEL CUORE

Valutazione
Futile, scabrosità
Tematica
Amicizia, Matrimonio - coppia
Genere
Grottesco
Regia
Vincenzo Salemme
Durata
Anno di uscita
1998
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Cecchi Gori Distribuzione

Orig. : Italia (1998) - Sogg. e scenegg.: Vincenzo Salemme - Fotogr. (Panoramica/ a colori): Italo Petriccione - Mus. : Antonio Boccia - Montagg. : Patrizio Marone - Dur. : 100' - Produz. : Rita e Vittorio Cecchi Gori.

Interpreti e ruoli

Vincenzo Salemme (Roberto Cordova), Carlo Bucirosso (Michele), Eva Herzigova (Frida), Maurizio Casagrande (Leonardo), Nando Paone (Geremia), Emanuela Grimalda (Luisa), Biagio Izzo (Giacomo)

Soggetto

Dopo un prologo che descrive la sua infanzia, ecco Roberto, medico oggi a Napoli. Scopre di avere poco tempo di vita a causa di una malattia al cuore, decide di andare in America per sottoporsi ad un intervento ma prima si fa coraggio e chiede a Michele, amico del cuore, di esaudire il suo desiderio segreto, fare l'amore con Frida, la sua bellissima moglie svedese. Di questo desiderio Roberto informa anche un altro amico d'infanzia, oggi sacerdote, che subito lo rimprovera duramente. Anche Michele è sorpreso e imbarazzato: la richiesta è fuori da ogni dimensione ma è pur vero che arriva dal migliore amico, per di più morente. Messa al corrente, Frida accoglie la richiesta con più serenità, e questo fa arrabbiare ancora di più Michele. Mentre intorno si muovono altri curiosi personaggi (tra cui un nipote un po' svitato di Michele), Roberto e Frida si appartano in una stanza, probabilmente per aver un rapporto tra loro. Passano nove mesi e in un ristorante sul mare si festeggia il compleanno del nipote pazzerello. Arriva Roberto, guarito dal male, e si accorge che Frida è prossima a partorire. Roberto pensa di essere il padre, anche perchè Michele gli confessa di essere sterile, pur senza averlo mai detto alla moglie. Ma poco dopo la ginecologa rivela che in realtà Frida é solo al settimo mese. Frida allora, rivolta al marito, dice che é successo quando c'erano gli operai a casa. Michele cade per terra svenuto. Due mesi dopo, tutti partecipano al presepe vivente del paese. E Roberto ne approfitta per sbirciare le gambe di qualche nuova ragazza.

Valutazione Pastorale

Si tratta di una commedia che Vincenzo Salemme ha tratto da un proprio testo teatrale messo in scena con successo. Il copione cerca di combinare insieme diversi ingredienti: l'ambientazione napoletana, quindi le tradizioni, il colore, gli atteggiamenti, con gli equivoci e i sottintesi di tanta commedia classica italiana, il tutto messo a confronto con una presenza 'esterna', ossia la moglie svedese, quindi modi di vedere e vivere del tutto diversi. I risultati sono disordinati e confusi, perchè in troppi momenti si sente la derivazione teatrale ( monologhi o dialoghi a due con ritmo statico), e non pochi personaggi di contorno a lungo andare risultano fuori misura e stucchevoli. Fatte salve alcune azzeccate osservazioni che mettono alla berlina costumi e abitudini, il film per il resto non si solleva da una dimensione complessivamente modesta. La figura del sacerdote poi é trattata con superficialità e disinvoltura eccessiva. Dal punto di vista pastorale, si resta nell'ambito di un film grottesco da valutare come futile, sottolineando la presenza di momenti di scabrosità, peraltro non volgari o pesanti. UTILIZZAZIONE: più che in programmazione ordinaria, il film può essere utilizzato nell'ambito di occasioni dedicate al cinema comico italiano anni Novanta.

Le altre valutazioni

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