LE DONNE E IL DESIDERIO

Valutazione
Complesso, Problematico, dibattiti *
Tematica
Donna, Famiglia - fratelli sorelle, Matrimonio - coppia, Politica-Società, Tematiche religiose
Genere
Drammatico
Regia
Tomasz Wasilewski
Durata
104'
Anno di uscita
2017
Nazionalità
Polonia, Svezia
Titolo Originale
Zjednoczone Stany Milosci
Distribuzione
Cinema di Valerio De Paolis
Musiche
brani di autori vari
Montaggio
Beata Walentowska

Orig.: Polonia/Svezia (2016) - Sogg. e scenegg.: Tomasz Wasilkewski - Fotogr.(Scope/a colori): Oleg Mutu - Mus.: brani di autori vari - Montagg.: Beata Walentowska - Dur.: 104' - Produz.: Manana in coproduzione con TVP SA, COMMON GROUP PICTURES, FILM I VAST - 66° FESTIVAL DI BERLINIO 2016 ORSO D0ARGENTO MIGLIOR SCENEGGIATURA.

Interpreti e ruoli

Julia Kijowska (Agata), Magdalena Cielecka (Iza), Dorota Kolak (Renata), Marta Nieradkiewicz (Marzeria), Andrzej Chyra (Karol), Lukasz Simlat (Jacek), Tomek Tyndyk . (Adam)

Soggetto

Polonia 1990. Il muro di Berlino è crollato da poco e anche a Varsavia si respira la forte aria di cambiamento. Ma la possibilità di percorrere strade nuove si confronta anche con l'incertezza sulle scelte da compiere. Quattro donne sono in primo piano: Agata, Renata, Marzena, Iza...

Valutazione Pastorale

Due informazioni possono risultare utili: Tomasz Wasilewski, il regista, è nato nel 1980 (aveva dunque appena 10 anni quando sono successi i fatti narrati); il titolo originale è Zjednoczone stany milosci ossia "Stati uniti dell'amore", più misterioso e enigmatico di quello italiano, che richiama facilmente quello di un lontano e celebre film di Ingmar Bergman, "Monica e il desiderio", con il quale però a poco da spartire. Stati uniti dell'amore si presta a varie e contrastanti letture, potendo riferirsi a quei sentimenti che uniti non sono e insieme a quella geografia/riferimento di una nazione riconosciuta come guida del mondo e di fatto esempio anche di eccessi e disgregazione sociale. Insomma si potrebbe dire che il copione ritrae con fredda esattezza i profondi sbandamenti che attanagliano un paese (qualunque) si trovi a vivere passaggi forti ed epocali come quelli attraversati dai luoghi del postcomunismo. Le conversazioni intorno al tavolo all'inizio, frenetiche e oltremodo concitate, sono lo specchio di una situazione che non sa da quale parte dirigersi e resta incagliata in derive affettive capaci solo di peggiorare la situazione. Il rifugiarsi delle quattro protagoniste in rapporti sempre più complicati con cadute in una sessualità un po' selvaggia e disperata sono il termometro di uno stato di saluto la cui gestione è ormai incontrollabile. E lascia chi le vive in preda a ferite lacerate e interrogativi senza risposta. L'opera prima di Wasilewki merita attenzione per il gelido sguardo con cui accosta personagggi e situazioni, per la fatica che mette nel cercare dei farceli seguire e apprezzare negli squallidi ambiti nei quali si muovono. Di certo la gestione di una società passata dalla dittatura ad una indefinita libertà non può essere semplice, e bisogna essere capire inciampi e difficoltà di chi è chiamato a inventarsi una nuova vita. Il regista, per età e formazione, prova a interpretare sogni e attese di donne in bilico, certo con qualche eccesso di riferimenti visivi e tuttavia restando nella capacità di mostrare inciampi, errori, fraintendimenti. Anche per questo il film, forte e incisivo, è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria per un pubblico pronto a recepire esempi di un cinema piegato a indagare i risvolti più difficili e crudi della storia contemporanea.

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