LITTLE VOICE

Valutazione
Discutibile, scabrosità
Tematica
Educazione, Famiglia - genitori figli, Solidarietà-Amore
Genere
Grottesco
Regia
Mark Herman
Durata
97'
Anno di uscita
2000
Nazionalità
Gran Bretagna
Titolo Originale
Little voice
Distribuzione
Cecchi Gori Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
Mark Herman tratto dal romanzo "The rise and fall of Little Voice" di Jim Cartwright
Musiche
John Altman
Montaggio
Michael Ellis

Orig.: Gran Bretagna (1998) - Sogg.: tratto dal romanzo "The rise and fall of Little Voice" di Jim Cartwright - Scenegg.: Mark Herman - Fotogr.(Panoramica/a colori): Andy Collins - Mus.: John Altman - Montagg.: Michael Ellis - Dur.: 97' - Produz.: Elizabeth Karlsen.

Interpreti e ruoli

Michael Caine (Ray), Brenda Blethyn (Mary), Jim Broadbent (Boo), Ewan McGregor (Bill), Jane Horrocks (ElVi)

Soggetto

Provincia inglese. Rimasta vedova, Mary è diventata petulante, invadente e ossessiva nel parlare. All'esatto contrario la figlia adolescente ElVi si é chiusa in mutismo quasi continuo. Nella stanza da letto, passa le giornate a mettere in ordine e ad ascoltare i dischi vecchio tipo che erano la grande passione del padre. Le voci di Judy Garland, Marilyn Monroe, Shirley Bassett la affascinano e ogni tanto prova a ripetere le loro interpretazioni. Mary intanto si é invaghita di Ray, un agente di artisti sempre in attesa del grande colpo. A casa arrivano alcuni operai delle linee telefoniche, tra questi il giovane Bill, che vede ElVi e cerca di parlare con lei. Quando sente una voce uscire dalla stanza della ragazza, Ray dice che c'é Judy Garland viva: si tratta invece di ElVi. E' l'occasione da tempo attesa. Ray dice che il talento della ragazza va subito utilizzato con uno spettacolo tutto per lei. Ne parla con l'amico Boo, proprietario di un locale. Dopo molte insistenze,ElVi sale sul palco, ma è un insuccesso. La sera dopo,la ragazza ha la visione del padre tra il pubblico, si sblocca, canta in modo meraviglioso e ottiene grandi applausi. Ma tutto cambia di nuovo la volta successiva. Boo rinuncia, Ray si arrabbia e prende a male parole Mary. A casa, nella stanza di ElVi, scoppia un incendio e tutto l'appartamento brucia. Arriva Bill, la salva dalle fiamme. Poi Elvi, che in realtà si chiama Laura, finalmente trova la forza per sfogarsi con la madre. Quindi torna da Bill, e dal suo allevamento di piccioni.

Valutazione Pastorale

Si tratta di una commedia che comincia come un ritratto attento e preciso della piccola provincia inglese sprofondata nella noia, nell'attesa di qualcosa di nuovo, nella grigia vita quotidiana che offre pochi diversivi. Più avanti però il taglio realistico lascia il posto ad una dimensione colorita e scombinata più vicina al grottesco. In particolare il personaggio di Mary risulta troppo marcato, eccessivo, sopra le righe: quelle sguaiataggini verbali, quegli atteggiamenti fuori posto tolgono efficacia e credibilità, a vantaggio di un certo fastidio e di una certo imbarazzo. Anche la ragazza non é ben delineata: troppo forte il suo 'assenteismo' in realtà motivato poco e in maniera approssimativa. Meglio Ray, schizzato con cura e in sintonia con i toni chiaroscuri della vita di palcoscenico. Il film insomma procede a corrente alternata: qualche spunto di denuncia sociale, qualche passaggio incongruo e inefficace. Certo si ascoltano volentieri famosi brani musicali e bellissime voci, ma l'insieme del racconto si muove tra accenni di realismo e caricature esagerate. Dal punto di vista pastorale, la valutazione é quella del discutibile, con la segnalazione di qualche scabrosità presenti in alcuni momenti del racconto. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, con attenzione per la presenza dei minori. Può essere recuperato come ritratto, sia pure non ben riuscito, della provincia inglese fine anni Novanta.

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