LOONEY TUNES – BACK IN ACTION

Valutazione
Raccomandabile, poetico***
Tematica
Avventura, Cinema nel cinema, Film per ragazzi
Genere
Fantastico
Regia
Joe Dante
Durata
91'
Anno di uscita
2003
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Looney Tunes: back in action
Distribuzione
Warner Bros Italia
Musiche
Jerry Goldsmith
Montaggio
Marshall Hervey, Rick W.Finney

Orig.: Stati Uniti (2003) - Sogg. e scenegg.: Larry Doyle - Fotogr.(Scope/a colori): Dean Cundey - Mus.: Jerry Goldsmith - Montagg.: Marshall Hervey, Rick W.Finney (per la parte animata: David L.Bertman, Jason Tucker) - Dur.: 91' - Produz.: Paula Weinstein, Bernie Goldman, Joel Simon, Allison Abbate, Chris De Faria.

Interpreti e ruoli

Brendan Fraser (DJ Drake), Jenna Elfman (Kate Houghton), Steve Martin (Presidente Acme), Timothy Dalton (Damien Drake), Heather Locklear (Dusty Tails), Joan Cusack (mamma), Bill Goldberg (mr. Smith), Roger Corman (il regista hollywoodiano)

Soggetto

Il papero Daffy Duck, licenziato in tronco dalla Warner Bros, non si rassegna a lasciare campo libero al rivale Bugs Bunny. Allora si mette a fianco di DJ Drake, un agente di sorveglianza con aspirazioni di stuntman, a sua volta cacciato in malo modo. Quando scopre che suo padre Damian, attore diventato famoso interpretando il ruolo di un agente segreto, è veramente una spia ed ora è nelle mani del perfido Presidente dell'Acme che vuole impossessarsi di un favoloso diamante, Drake si mette in movimento per cercare di liberarlo. Con lui ci sono Daffy e Kate, la vice presidente della Warner, anche lei in crisi sul posto di lavoro. Rocambolesche disavventure tra Las Vegas, Parigi e una puntata in Africa si succedono, prima che il terzetto riesca a ritrovare Damian, e a distruggere il diamante. Nel frattempo la Warner Bros ha deciso di richiamare Daffy in servizio. I cartoni non possono stare separati.

Valutazione Pastorale

"Looney Tunes" é il nome di un gruppo di cartoni animati diventati negli anni famosissimi e più di recente protagonisti dell'indimenticabile "Chi ha incastrato Roger Rabbitt?" (1988). Questi cartoni, utilizzati anche nel meno riuscito "Space Jam" (1996), tornano adesso ad interagire con attori in carne ed ossa secondo una formula narrativa non priva di qualche rischio e tuttavia sempre capace di offrire notevoli sorprese. Non c'è dubbio infatti che per evitare il rischio di stereotipi, noia e qualche banalità ci vogliono mano salda e fantasia sbrigliata. E' questo che mette nell'impresa il regista Joe Dante, cinefilo di razza, già misuratosi con i "Gremlins" e con "Matinee", capace di trarre da una esile trama un racconto di bello smalto visivo e di grande efficacia spettacolare. Dante ribadisce, nel corso della funambolica avventura, che i cartoni animati non sono solo per bambini, laddove attraverso di loro scattano la magia del gioco, lo stimolo all'immaginazione, il divertimento senza età di progettare altre possibilità di vita. Sospesa tra ironia e magia, la storia diventa una sorta di prisma nel quale si rispecchiano le tante facce del confronto realtà/finzione: un labirinto, forse, dove arte e non-arte si rincorrono, si sbeffeggiano, fanno ali al desiderio di creare, di divertire, di perdersi nei sentieri dei sogni. Tante citazioni, tanti rinvii, cinema nel cinema, e cinema che attaversa le altre culture: come nella memorabile sequenza 'dentro' i dipinti al Louvre. Film intelligente che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come raccomandabile, e nell'insieme poetico. UTILIZZAZIONE: per il suo svolgimento, il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e in successive occasioni sia per un pubblico adulto sia per bambini e ragazzi.

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