L’UOMO SENZA PASSATO

Valutazione
Accettabile, Problematico, dibattiti**
Tematica
Libertà, Politica-Società, Povertà-Emarginazione, Psicologia, Solidarietà-Amore, Tematiche religiose
Genere
Drammatico
Regia
Aki Kaurismäki
Durata
90'
Anno di uscita
2002
Nazionalità
Finlandia
Titolo Originale
The man without a past - Mies vailla menneisyytta
Distribuzione
Bim Distribuzione
Musiche
brani di autori vari
Montaggio
Timo Linnasalo

Orig.: Finlandia (2002) - Sogg. e scenegg.: Aki Kaurismaki - Fotogr.(Panoramica/a colori): Timo Salminen - Mus.: brani di autori vari - Montagg.: Timo Linnasalo - Dur.: 90' - Produz.: Sputnik Oy.

Interpreti e ruoli

Markku Peitola (M), Kati Outinen (Irma), Anniki Tahti, Juhani Niemela, Kaija Pakarinen.

Soggetto

Arrivato di notte alla stazione di Helsinki, un certo signor M viene preso di mira da alcuni teppisti, picchiato e lasciato in terra sanguinante. Si sveglia in ospedale, da cui però poco dopo decide di uscire. Recatosi in una zona periferica della città, si sistema in un capanno che attrazza con mibili presi qua e là. Si reca poi all'ufficio di collocamento, non ha i documenti, viene indirizzato in un cantiere dove trova lavoro come saldatore. Simpatizza con Irma, un'addetta ai servizi sociali che vive in una modesta stanzetta. In seguito ad alcuni equivoci viene arrestato, poi liberato, e il poliziotto gli dice che lui ha una moglie. M va a trovarla ma apprende che da tempo si erano separati e lei ora vive con un altro. Torna nel quartiere periferico, mentre alla mensa è in corso una festa. Allegro e felice, M, invita Irma a seguirlo.

Valutazione Pastorale

Nel panorama del cinema europeo, il finlandese Aki Kaurismaki si è ormai conquistato un posto di assoluto rilievo e di forte originalità. A partire dagli anni '80 si è costruito uno stile che ha saputo superare i confini geografici del proprio Paese e diventare aperto, cosmopolita, universale (cfr. "Nuvole in viaggio"). Territorio marginale la Finlandia, fuori dalla grande opinione pubblica, quasi dimenticato. Che significato può avere perdere la memoria di qualcosa, di sé, della vita? Kaurismaki se lo chiede (e ce lo chiede) in questa storia condotta sui consueti moduli della leggerezza, della lievità, della volontà di non eccedere, di stemperare in uno scontroso umorismo i temi ardui e difficili della ricerca delle giuste motivazioni esistenziali. Stringe il cuore, e convince, l'affetto con cui l'autore si mette dalla parte di un poveraccio indifeso, un uomo senza nome né identità, prototipo di tutti gli 'ultimi' che, sotto qualunque latitudine, affollano le strade delle città, 'bastonati' (fisicamente ma anche moralmente) dagli eventi della vita quotidiana, dall'impossibilità di risollevarsi senza l'aiuto di qualcuno. Ancora una volta Kaurismaki riesce a coniugare un'asciutta cronaca di taglio realistico con accenti più alti, squarci lirici e richiami al "cielo di Nostro Signore" in una prospettiva di fiducia e di speranza. Una favola a lieto fine che invita ad una maggiore comprensione e all'accoglienza verso l'altro. Il film, dal punto di vista pastorale, é da valutare come accettabile, problematico e molto adatto a dibattiti. UTILIZZAZIONE: Per suo taglio narrativo diretto, esplicito, privo di complicazioni, il film é da utilizzare anche in programmazione ordinaria. Da recuperare poi in occasioni mirate, come avvio ad una riflessione sui temi indicati della memoria, dello 'straniero', dell' 'altro' nella società contemporanea.

Le altre valutazioni

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