Ma cosa ci dice il cervello

Valutazione
Brillante, Consigliabile
Tematica
Amicizia, cinema/società, Educazione, Famiglia, Solidarietà
Genere
Commedia
Regia
Riccardo Milani
Durata
98'
Anno di uscita
2019
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Vision Distribution
Soggetto e Sceneggiatura
Furio Andreotti, Giulia Calenda, Paola Cortellesi, Riccardo Milani
Fotografia
Saverio Guarna
Musiche
Andrea Guerra
Montaggio
Patrizia Ceresani, Francesco Renda

Interpreti e ruoli

Paola Cortellesi (Giovanna), Stefano Fresi (Roberto), Vinicio Marchioni (Marco), Lucia Mascino (Francesca), Claudia Pandolfi (Tamara), Tomas Arana (Eden Bauer), Remo Girone (Comandante D'Alessandro), Ricky Memphis (Dario Carocci), Giampaolo Morelli (Enrico), Carla Signoris (Agata), Alessandro Roia (Manager), Paola Minaccioni (Anita), Chiara Luzzi (Martina)

Soggetto

Giovanna conduce una vita apparentemente scialba e ordinaria. Quando accompagna la figlia a scuola per l’incontro con genitori/studenti, riferisce del proprio lavoro, che è quello di occuparsi delle buste paga…

Valutazione Pastorale

A partire dal 2003, con “Il posto dell’anima”, Riccardo Milani ha cominciato a lavorare con Paola Cortellesi (poi diventata sua moglie) in molti successivi film quali Benvenuto Presidente (2013), Scusate se esisto (2014), Mamma o papà ? (2017) e Come un gatto in tangenziale (2017). Hanno condiviso un brillante sodalizio artistico/professionale, ora confermato in questo “Ma cosa ci dice il cervello”. Il tema affrontato è quello della doppia identità in chiave umoristica: Giovanna infatti vive la grigia vita ministeriale come una copertura per la sua vera attività di agente segreto della sicurezza nazionale. Rivedendo alcuni suoi ex compagni di scuola constata la loro vita fatta di soprusi quotidiani sopportati quasi con rassegnazione, Giovanna decide di mobilitarsi per il loro riscatto. La trovata riesce e tutto finisce per il meglio. Il lieto fine è (o vorrebbe essere) una sorta di ammonimento al cittadino ormai avviato ad una esistenza quotidiana all’insegna del piccolo/grande sopruso e del menefreghismo. La lezione è encomiabile e in tutti i sensi auspicabile, resta che il copione fila fin troppo liscio e scorrevole. A mancare è quella cattiveria che segnava la indimenticabile commedia italiana degli anni ’60 (tipo “I mostri” di Dino Risi). Qui la situazione si risolve ma l’impressione è che sia un finale solo provvisorio. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, e brillante.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in successive occasioni come commedia italiana specchio della attualità, con toni rilassati, simpatici e gentili.

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