MAGIC IN THE MOONLIGHT

Valutazione
Consigliabile, Problematico, dibattiti
Tematica
Amicizia, Famiglia, Tematiche religiose
Genere
Commedia
Regia
Woody Allen
Durata
98'
Anno di uscita
2014
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Magic in the moonlight
Distribuzione
Warner Bros Pictures Italia
Musiche
brani di autori vari
Montaggio
Alisa Lepselter

Orig.: Stati Uniti (2014) - Sogg. e scenegg.: Woody Allen - Fotogr.(Scope/a colori): Darius Khondji - Mus.: brani di autori vari - Montagg.: Alisa Lepselter - Dur.: 98' - Produz.: Letty Aronson, Stephen Tenenbaum, Edward Walson.

Interpreti e ruoli

Emma Stone (Sophie Baker), Colin Firth (Stanley Crawford), Marcia Gay Harden (sig.ra Baker), Jacki Weaver (Grace), Hamish Linklater (Brice), Eileen Aykins (zia Vanessa), Simon McBurney (Howard Burkan), Erica Leerhsen (Caroline), Catherine McCormach (Olivia), Jeremy Shamos (George)

Soggetto

Anno 1928, riviera del sud della Francia. Un famoso prestigiatore si esibisce nei teatri d'Europa sotto le sembianze del cinese Wei Ling Soo, ma in realtà si chiama Stanley Crawford, è inglese, sorbutico e arrogante. Su invito del vecchio amico Howard, l'uomo accetta di recarsi sulla Costa Azzurra per smascherare la chiaroveggente Sophie Baker, giovane affascinante, che fa credere di poter entrare in contatto con i morti nell'al di là. Stanley é sicuro in breve tempo di mettere in crisi la ragazza e rivelarne l'intento truffaldino. Le cose però si rivelano meno semplici del previsto. Preso in contropiede da una serie di riscontri, Stanley sta per arrendersi all'evidenza. Poco dopo un banale incidente in cui è coinvolta la zia lo induce ad aprirsi alla preghiera. Un gesto imprevisto dal quale l'uomo si ritrae, sorpreso prima di tutto con se stesso. Ma ormai il nodo è sciolto, e da quel momento, pur con la conferma del subdolo piano di Sophie, Stanley non può evitare di sentirsi fortemente attratto dalla ragazza, alla quale alla fine confessa il proprio amore fino a chiederla in matrimonio.

Valutazione Pastorale

Questo titolo di Woody Allen (il nuovo di una serie cominciata nel lontano 1969 con "Prendi i soldi e scappa") é da collocare tra quelli in cui il newyorchese non compare come attore ma come autore del copione e regista. Viene da dire che, pur non essendoci fisicamente, la sua presenza é netta, precisa, identificabile. Forse infatti dietro la maschera del cinese Wei Ling Soo/alias l'inglese Stanley Crawford non é difficile immaginare lo stesso Allen, impegnato in un gioco di specchi sempre più stringente e difficile da sciogliere. Le sedute spirituali erano del resto in gran voga negli anni Venti del secolo scorso, e la storia parte da quello per distendersi a lungo sul rapporto verità/finzione. Crawford é persona razionale e rimprovera se stesso quando cede alla preghiera. Ma l'illusione che lui ha regalato da sempre agli spettatori in teatro gli torna addosso nei confronti di Sophie. Una truffatrice, una opportunista, una scaltra arrivista ma dal fascino irrestistibile. L'amore dunque smantella ogni difesa della ragione? Siamo prigionieri dell'illusione dei sentimenti? Dobbiamo piegarci al mistero? Si resta ogni volta ammirati nel constatare come Allen riesca a conservare, dopo tanti anni, lucidità e limpidezza: la dialettica tra fede e ragione resta centrale, pilastro intorno al quale la poetica dell'autore non smette di confrontarsi, di mettere a nudo la propria anima di ebreo inquieto, teso, non riconciliato. Molti temi presenti affidati ad una regia profonda e distesa tra ironia, umorismo e beffardo rincorrersi del destino. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in successive occasioni coem prodotto di notevole qualità tra spettacolo e contenuti.

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