MEN’S CLUB

Valutazione
Inaccettabile, Negativo
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
Peter Medak
Durata
92'
Anno di uscita
1988
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
THE MEN'S CLUB
Distribuzione
Cecchi Gori Classic
Soggetto e Sceneggiatura
Leonard Michaels tratto da romanzo di Leonard Michaels
Musiche
Lee Holdridge
Montaggio
Cynthia Scheider, David Dresher, Bill Buder

Sogg.: tratto da romanzo di Leonard Michaels - Scenegg.: Leonard Michaels - Fotogr.: (normale/a colori) John Fleckenstein - Mus.: Lee Holdridge - Montagg.: Cynthia Scheider, David Dresher, Bill Buder - Dur.: 92' - Produz.: Howard Gottfried - Vietato ai minori degli anni diciotto

Interpreti e ruoli

David Dukes (Phillip Prof. Università), Richard Jordan (Kramer Psicoterapista), Harvey Keitel (Solly Berliner), Frank Lamgella ( Agente Immobiliare), Roy Sheider (Harold Canterbury), Craig Wasson (Cavanaugh), Treat Williams (Paul), (Terry)

Soggetto

sette amici si riuniscono in casa di uno di loro, Kramer (mentre la moglie di questi è assente), per trascorrere una serata per soli uomini, lontani da presenze femminili, parlando in piena libertà. Pur essendo professionisti affermati e uomini maturi, in realtà sono ragazzacci mai cresciuti, dongiovanni da strapazzo e maschilisti per inclinazione. Kramer è uno psicanalista che sembra aver personalmente molto bisogno di cure, mentre Solly Berliner è un ricco agente immobiliare che ostenta cinismo e disillusione; il terzo è Phillip, un professore universitario, apparentemente freddo e distaccato, che ha accettato di intervenire solo per compiacere Cavanaugh, un ex campione di baseball, ormai lontano dal suo passato glorioso. Poi ci sono Terry, un medico presuntuoso e fatuo, Paul, un uomo tranquillo, che parla poco di sè, e infine un mellifluo avvocato; Harold Canterbury. Tutti parlano delle mogli assenti e dell'attrazione verso le altre donne, perchè, come si sa, "l'altra donna è sempre la più interessante". Cosi si crea fra loro un clima di complicità e, bevendo parecchio ed eccitandosi, finiscono col distruggere "per gioco" gran parte della casa di Kramer. Cosicchè, quando la moglie di lui torna improvvisamente e vede quel che hanno combinato, sfasciando una parete con coltelli da lancio, rompendo vasi e soprammobili e insudiciando dappertutto, mette bruscanente fine alla riunione, colpendo il marito in testa con una padella, e cacciando fuori gli altri. I sei superstiti, per consolarsi della serata rovinata, decidono di andare allora in un bordello di lusso, "La casa degli affetti", dove una matura e decisa padrona e le sue belle e disponibili ospiti fanno il possibile per intrattenerli piacevolmente. Ma qui si rivelano i problemi di tutti: Phillip, il professore, finisce col rivelare che il suo matrimomo è in crisi e telefona dal bordello alla moglie per confessarle di averla tradita e farsi perdonare, ma non ottiene una risposta soddisfacente. Cavanaugh fa grande sfoggio di virilità con due prostitute nello stesso tempo, ma continua ad essere insoddisfatto, mentre l'avvocato Canterbury, uomo ambiguo e torbido, che ha sempre represso la sua natura violenta, racconta di essere stato da poco abbandonato dalla moglie, e si lascia truccare in modo fantasioso il volto dalla sua occasionale compagna. Ma il più squilibrato di tutti si dimostra il cinico Solly, che, invocando dalla ragazza con cui si intrattiene "amore eterno", pretende di sposarla subito. Poichè gli ospiti sono tutti ubriachi, la padrona della "Casa degli affetti" spara in aria alcuni colpi di pistola per domare i suoi clienti troppo turbolenti. Tornata la calma, Canterbury funge da celebrante, la ragazza indossa un vero abito nuziale (che tiene da parte per i clienti maniaci) e Solly ottiene il tanto desiderato matrimonio, naturalmente da burla.

Valutazione Pastorale

gli uomini descritti dimostrano tutti un più o meno forte stato di conflittualità con la donna, della quale parlano spesso male, che disprezzano e trattano come oggetto da possedere, ma della quale, evidentemente, non sanno fare a meno. Sembrano molto insicuri, in realtà, assolutamente incapaci di una loro autonomia, e, quando sono lontani dalle mogli, o ne vengono abbandonati, non trovano di meglio che rifugiarsi in un postribolo (sia pure di lusso), cioè ancora in mezzo a presenze femminili, ma di un tipo che ritengono più facilmente dominabile; perchè in condizione di chiara inferiorità. Però niente è più lontano dalla serata spensierata e gaudente, che vorrebbero trascorrere, delle squallide ore che in realtà vivono con quelle bellissime donne, pagate per soddisfare sorridendo qualunque loro capriccio. Il matrimonio di Solly porta la situazione a massimo: il più cinico e apparentemente duro del gruppo in realtà sogna un amore eterno e si accontenta di realizzarlo anche solo in una commedia, che egli sa benissimo essere tale. Viene così mostrato un ritratto dell'uomo americano medio piuttosto amaro e avvilito, un quadro sconsolato dell'America del benessere. La regia di Medak è valida e gli attori sono tutti molto convincenti, specie Roy Scheider (Cavanaugh), Harvey Keitel (Solly) e Frank Langella (Canterbury). I personaggi e i sentimenti, che vengono mostrati in quest'opera sono negativi e le situazioni sono spesso molto scabrose.

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