NEW ROSE HOTEL

Valutazione
Inaccettabile, negativo
Tematica
Donna, Male, Nuove tecnologie, Potere
Genere
Thriller
Regia
Abel Ferrara
Durata
Anno di uscita
1999
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
New Rose Hotel
Distribuzione
BIM - Columbia TriStar Films Italia

Orig. : Stati Uniti (1998) - Sogg. : tratto dal racconto omonimo di William Gibson - Scenegg. : Abel Ferrara, Christ Zois - Fotogr. (Panoramica/ a colori) : - Mus. : Schooly D - Montagg. : Anthony Redman, Jim Moll - Dur. : 98' - Produz. : Edward R. Pressman.

Interpreti e ruoli

Christopher Walken (Fox), Willem Dafoe (X), Asia Argento (Sandii), Yoshitaka Amano . (Hiroshi)

Soggetto

Le società multinazionali controllano il mondo. La guerra che si combatte è quella dello spionaggio industriale, il mercato nero delle spie, dove circolano somme di denaro fortissime. La Osaka vuole mettere al proprio servizio Hiroshi, grande uomo di scienza che sta lavorando alla manipolazione di alcuni virus fondamentali. Fox e X ricevono questo incarico. Per portare a termine il colpo, i due amici convincono Sandii, una giovane di facili costumi conosciuta in un locale, affinché seduca Hiroshi, lo convinca a lasciare la famiglia e a seguirlo. Spostandosi tra Vienna e Marrakech, Sandii esegue il compito, poi incontra X che le chiede come è stato e le dice che la vuole sposare. Fox é convinto che tutto vada per il meglio, ma X gli dice che le cose si mettono molto male. Scoppia un 'epidemia, Hiroshi muore, Sandii scompare, i loro soldi sono svaniti dal conto.I due amici capiscono: Sandii li ha venduti alla concorrente Mas. Fow preso dal panico si butta dalla balaustra dell 'albergo. X é innamorato di Sandii, e pensa di dirle: Se veramente lo desideri, ce ne andiamo via.

Valutazione Pastorale

Alla base c'é il racconto omonimo di William Gibson, scrittore di fantascienza tanto visionario quanto difficile da rendere in immagini. Il film dura in realtà una settantina di minuti: gli ultimi 25' sono riservati ad un montaggio/sintesi di ciò che si è visto in precedenza, con ripetizioni di intere sequenze e di dialoghi. Chi conosce i precedenti titoli di Ferrara ritrova una indubbia coerenza di temi: il diavolo tentatore (Fox), il rimorso (X), la presenza del demoniaco (il colore rosso dominante). Rispetto ai precedenti, qui manca il momento centrale della catarsi: X é uno sconfitto, e basta, senza altre vie d'uscita. C'é insomma l'idea del male, senza uno spiraglio di superamento. Così la trama, pretestuosa e quasi inesistente, diventa faticosa, ermetica, affidata ad immagini e situazioni spesso sgradevoli. Non c'é racconto, non c'é uno sviluppo convincente dei temi accennati, manca una sceneggiatura che supporti qualche momento visivo più indovinato. Resta una scenario dove il male é totalizzante e vincente. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come negativo e inaccettabile. UTILIZZAZIONE: il film é da escludere dalla programmazione ordinaria. E' da riprendere in rassegne dedicate ad Abel Ferrara, ma per evidenziare come la vena di questo regista, di origine italiana e dai forti stimoli religiosi, si sia fermata, dopo l'allontanamento del suo sceneggiatore di fiducia Nicholas St.John.

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