NIENTE PUO’ FERMARCI

Valutazione
Consigliabile, superficialità
Tematica
Amicizia, Famiglia - genitori figli, Giovani
Genere
Commedia
Regia
Luigi Cecinelli
Durata
90'
Anno di uscita
2013
Nazionalità
Italia
Distribuzione
01 Distribution
Soggetto e Sceneggiatura
Luigi Cecinellòi, Ivan Silvestrini
Fotografia
Claudio Zamarion
Musiche
Riccardo Cimino, Giacomo Trovajoli
Montaggio
Alessandro Lucidi
Produzione
Claudio Zamarion, Antonio Marchese per Angelika Vision con Rai Cinema

Interpreti e ruoli

Emanuele Propizio (Augusto), Federico Costantini (Leonardo), Vincenzo Alfieri (Guglielmo), Guglielmo Amendola (Mattia), Maria Chiara Augenti . (Regina), Serena Autieri (Gilda), Paolo Calabresi ; Massimo Ghini (Alceste), Gian Marco Tognazzi (Ippolito), Gerard Depardieu (Giorgio), Carolina Crescentini (Henry), Anna Dalton (Ellen Reed), Eva Riccobono (Monique), Lucia Ocone (Linda), Simone Montedoro (Linda), Pieluigi Di Lallo . (Gianni)

Soggetto

Quattro ragazzi intorno ai venti anni si incontrano nella clinica privata Villa Angelica, accompagnati dai genitori: Mattia è narcolettico, Augusto internet dipendente, Leonardo ossessivo compulsivo, Guglielmo affetto da sindrome di Tourette. Devono passare lì un periodo di cure ma in realtà resistono poco. Ben presto decidono di darsi alla fuga. Rubano una macchina, imboccano l'autostrada, prendono a bordo Regina, coetanea con problemi affettivi, puntano diritti verso Ibiza. Lungo la strada si susseguono imprevisti, indecisioni, equivoci, una sosta nella campagna francese. Nel frattempo i genitori sono partiti all'inseguimento, e, dopo molte traversie, arrivano nella stessa località vacanziera. In discoteca, tutti si ritrovano e si riconciliano.

Valutazione Pastorale

La chiave narrrativa è questa: inserire nel canovaccio del filone giovanilista una tematica 'seria', come quella di alcune malattie che serpeggiano nella nostra società ma non ottengono la giusta visibilità. Cecinelli spiega che "la malattia è talvolta solo nella mente di chi la osserva, e che il malato è persona sempre e comunque in grado di stupirti". Cresciuto alla scuola del corto e dei video musicali, il regista dirige un'opera prima all'insegna di molte buone intenzioni, animata da una ispirazione svelta e accattivante. Se ad un certo punto il meccanismo narrativo si inceppa, è perché il copione cede a non poche suggestioni facili, banali, troppo calibrate sui gusti correnti. Il confronto generazionale resta in primopiano, dal momento che mette di fronte un gruppo di attori giovani (i figli) e uno di profesionisti più navigati (i genitori). In mezzo c'è Gerard Depardieu, arbitro frettoloso non richiesto. Ma i temi importanti non arrivano mai a reclamare una vera attenzione. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile e segnato da superficialità.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, ben tenendo conto di quanto detto su certi passaggi meno sorvegliati sotto il profilo visivo e di linguaggio. Una proposta per un pubblico giovanile, senza troppo esagerare quanto a qualità generale, e tenendo qualche attenzione nei confronti di minori e piccoli.

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