PAPRIKA

Valutazione
Inaccettabile, Malsano
Tematica
Genere
Commedia
Regia
Tinto Brass
Durata
111'
Anno di uscita
1991
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
PAPRIKA
Distribuzione
Change Film Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
Tinto Brass, Bernardino Zapponi
Musiche
Giovanni Dell'Orso
Montaggio
Tinto Brass

Sogg. e Scenegg.: Tinto Brass, Bernardino Zapponi - Fotogr.: (panoramica/a colori) Silvano Ippoliti - Mus.: Giovanni Dell'Orso - Montagg.: Tinto Brass - Dur.: 111' - Produz.: Scena Group - Vietato ai minori degli anni diciotto

Interpreti e ruoli

Debora Caprioglio (Mimma), Stephane Ferrara (Colette), Martine Brochard, Stephane Bonnet, Renzo Rinaldi, Rossana Gavinel, Nina Soldano, Clan Algranti, Luciana Cirenei, John Steiner, Riccardo Garrone, Elizabeth Kaza

Soggetto

nel 1957 dando retta ai consigli del fidanzato Nino, la diciottenne Mimma lascia Pola per passare quindici giorni in una casa di tolleranza diretta da Madame Colette: solo quindici, tanto da fare un pò soldi, sposarsi e metter sù casa. Inesperta ma passionale, la giovane soprannominata Paprika il mestiere di prostituta lo apprende velocemente, mettendovi un impegno sfrenato. Allontanato Nino, che da lei vuole solo soldi in abbondanza, Mimma conosce Franco, baldo ufficiale della Marina Mercantile e per lui, facendo sogni di viaggi in mari esotici e di un ben diverso avvenire, continua per molto tempo la sua attività percorrendo la Penisola accolta in numerose "case" di lusso, dove concede i suoi "lavori" anche allo zio Lele. Dopo l'interruzione di una gravidanza ha modo di conoscere e sposare il lombardo conte Bastiano, il quale muore subito e le lascia, con il titolo, tanto denaro ed una splendida villa sul lago di Como. Dopo aver acquistato un vaporetto quale suo dono per le nozze con Franco Mimma, nel 1958 al momento della entrata in vigore della legge Merlin che elimina le case di tolleranza porta champagne ed allegria alle "signorine" di una "casa" di Milano, già sue amiche e compagne.

Valutazione Pastorale

è una squallida storia irreparabilmente patetica. Peccato che Brass conosca bene la macchina da presa e che debba rendere schiavo il talento che essa esige (e che a lui non difetta), stravolgendo da ossesso non solo immagini di per sé indecenti e turpi, ma spesso addirittura laide, soffermandosi nei primi piani su dettagli fra i più osceni. Per cui la vicenda della ragazza di Pola e delle sue trasmigrazioni sulla Penisola, fra gli specchi e il rituale delle "case", con papponi, giovani da iniziare al piacere e vecchi gobbi o viziosi, affoga nell'insistenza e nella noia.

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