PIETA’

Valutazione
Complesso, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Avidità, Denaro, Famiglia - genitori figli, Libertà, Male
Genere
Drammatico
Regia
Kim Ki-duk
Durata
104'
Anno di uscita
2012
Nazionalità
Corea del Sud
Distribuzione
Good Films
Musiche
Park In young
Montaggio
Kim Ki Duk

Orig.: Corea del Sud (2012) - Sogg. e scenegg.: Kim Ki duk - Fotogr.(Panoramica/a colori): Jo Yeong jik - Mus.: Park In young - Montagg.: Kim Ki Duk - Dur.: 104' - Produz.: Kim Ki duk Film Production - VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI.

Interpreti e ruoli

Cho Min-Soo (Mi-sun/la donna misteriosa), Lee Jung-jin . (Kang-do/l'usuraio)

Soggetto

In una zona degradata di Seul, il giovane Lee Jung Jin gira di casa in casa con il compito di riscuotere le somme prestate con interesse da strozzini a poveri operai e persone indigenti. Lee assolve l'incarico a modo suo, ossia usando violenza sui debitori fino a rompere loro braccia e gambe e ottenere il rimborso dall'assicurazione. Un sera, tornando a casa, Lee è avvicinato da una donna sconosciuta che dice di essere sua madre e gli chiede ripetutamente scusa per averlo abbandonato in tenere età. Passata una prima fase di rifiuto dell'avvenimento, durante la quale la sottopone a sevizie e brutalità per indurla a dire il vero, Lee si lascia andare, accetta quella inaspettata presenza e sembra disponibile a cambiare vita. Altri fatti incresciosi intervengono a tenere alto il livello della tensione, ma lo spiraglio per il passaggio dal buio terreno allo sguardo verso il cielo sembra avviato.

Valutazione Pastorale

Il sud coreano Kim Ki duk ha diretto nel primo decennio del Duemila almeno cinque titoli importanti: Primavera, estate, autunno, inverno...e ancora primavera (2003); Ferro 3 - La casa vuota (2004); La samaritana (2004); L'arco (2005); Soffio(2007). Sono da ricordare per avere il polso della forte tensione emozionale e della carica di indagine conoscitiva messa in campo dall'autore a confronto con il pesante carico di violenza estrema che passa attraverso il copione di oggi. Bisogna registrare i momenti bui del racconto, osservarli con impassibile stupore (la sequenza iniziale, lo scontro tra madre e figlio, la parte finale...) e cogliere i segnali che Kim lancia tra le pieghe della brutalità per arrivare piano piano alla sensazione che qualcosa si muove: e che dal fango di una disperazione assoluta può nascere qualche spiraglio di luce. La trasformazione dialettica della storia appare in qualche passaggio un po' geometrica, quasi 'telefonata', e la verità dell'autore resta nascosta dietro snodi narrativi che scontano preziosismi didascalici. Resta il coraggio visivo della messa in scena, la sua estrema 'esibizione' di dolore e morte per procedere verso una catarsi, e una "pietà" difficili ma non impossibili. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Va detto con chiarezza che nella programmazione ordinaria il film deve essere proposto con molta cautela, restando prevalente l'attenzione a non rovesciare visioni troppo radicali su spettatori meno preparati. Più opportune occasioni mirate, dove sia possibile proporre contributi, suggerimenti, sguardi e letture di differente provenienza.

Le altre valutazioni

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