POINT BREAK (PUNTO DI ROTTURA)

Valutazione
Inaccettabile, Violento
Tematica
Genere
Poliziesco
Regia
Kathryn Bigelow
Durata
110'
Anno di uscita
1991
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
POINT BREAK
Distribuzione
Penta Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
W. Peter Iliff Rick King, W. Peter Iliff
Musiche
Mark Isham
Montaggio
Howard Smith

Sogg.: Rick King, W. Peter Iliff - Scenegg.: W. Peter Iliff - Fotogr.: (scope/a colori) Donald Peterman - Mus.: Mark Isham - Montagg.: Howard Smith - Dur.: 110' - Produz.: Peter Abrams, Robert L. Levy

Interpreti e ruoli

Keanu Reeves (Johnny Utah), Lori Petty (Tyler), Patrick Swayze (Bodhi), James Le Gros (Roach), John Philbin (Nathaniel), Gary Busey (Angelo Pappas), John Mc Ginley (Ben Harp), Bojesse Christopher, Julian Reyes, Chris Pedersen

Soggetto

quattro criminali-professionisti, Tyler, Bodhi, Roach e Nathaniel, mascherati da Johnson, Carter, Nixon e Reagan, la così detta "banda degli ex-presidenti americani", da mesi prendono di mira le banche di Los Angeles, che rapinano come per gioco, con persistente ricorrenza. Con incursioni fulminee, scavalcano i banconi, saccheggiano le casse, evitando i caveaux perché l'azione sia più spedita, e spariscono con pari rapidità, dopo aver terrorizzato i clienti e seminato sconcerto tra le forze di polizia. Un maturo e coraggioso esponente dell'FBI, Angelo Pappas tanto sagace quanto ardito, indagando con pervicacia su tracce dei banditi, a malapena intravedibili, che è riuscito a raccogliere, finisce con ritenere che la banda provenga da un clan di surfisti. Comunica questa sua ipotesi a un giovane collega novellino, Johnny Utah, che a un primo collaudo gli è risultato determinato e ferrigno quando basta. Subito Johnny decide d'infiltrarsi tra i frequentatori delle spiagge ca-liforniane che praticano il surf, finché si verifica l'esattezza dell'ipotesi del collega. Di comune accordo affrontano la rischiosa impresa più guardingo e accorto il veterano, più spericolato il giovane di smascherare i quattro "presidenti" riuscendo a liberare la città dall'incubo.

Valutazione Pastorale

si tratta, in sostanza, di un film d'azione, spettacolare nell'impiego di tecniche ed effetti. La regista ha avuto l'acume e l'inventiva di accostare ai soliti caroselli di macchine in collisione e alle esplosioni già ampiamente e ripetitivamente utilizzati da altri fino alla saturazione, elementi relativamente nuovi: i surf, le ondate gigantesche, le acrobazie dei surfisti da un lato, i voli e le acrobazie dei paracadutisti dall'altro: cielo e oceano a servizio di uno spettacolo a ritmo veloce ravvivato anche da un accenno alla filosofia "zen". Non mancano rimandi all'amicizia e all'amore, ovviamente senza approfondimenti psicologici, e a stati d'animo di perplessità e ripensamento, anche se caratterizzati dall'effimero. Ciò che predomina al solito è l'estrema violenza delle situazioni e delle immagini e l'insistenza nel proporla. Dal punto di vista pastorale, pur con le attenuanti dovute al carattere dinamico e spettacolare dell'intera operazione, è inevitabile il giudizio d'inaccettabilità.

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