PRESUNTO INNOCENTE **

Valutazione
Discutibile, Complesso
Tematica
Giustizia
Genere
Giallo
Regia
Alan J. Pakula
Durata
128'
Anno di uscita
1990
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
PRESUMED INNOCENT
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Frank Pierson, Alan J. Pakula tratto dal romanzo di Scott Turow
Musiche
John Williams
Montaggio
Evan Lottman

Sogg.: tratto dal romanzo di Scott Turow - Scenegg.: Frank Pierson, Alan J. Pakula - Fotogr.: (normale/a colori) Gordon Willis - Mus.: John Williams - Montagg.: Evan Lottman - Dur.: 128' - Produz.: Sidney Pollack, Mark Rosenberg

Interpreti e ruoli

Harrison Ford (Rusty Sabich), Brian Dennehy (Raymond Horgan), Raul Julia (Sandy Stern), Bonnie Bedelia (Barbara Sabich), Paul Winfield (Judge Larren Lyttle), Greta Scacchi (Carolyna Polhemus), John Spencer (Detective Lipranzer), Joe Grifasi

Soggetto

Rusty Sabich, vice procuratore capo della Contea di Kindle, viene incaricato di condurre le indagini sull'assassinio di Caroline Polhemus, sua affascinante collega con la quale ha avuto un'appassionata relazione extraconiugale. Durante le indagini la posizione di Sabich si fa sempre più precaria: Raymond Horgan, procuratore distrettuale e suo superiore, lo crede colpevole; Barbara, sua moglie, è assai sconvolta; il suo avvocato difensore, Alejandro "Sandy" Stern, nutre dubbi riguardo al caso che viene esaminato dal giudice di colore Larren Lyttle; il suo accanito accusatore è un collaboratore di Horgan, il cinico Nico Della Guardia. Approfittando della sparizione di un bicchiere con le impronte digitali di Rusty e della scoperta dell'investigatore Lipranzer dell'avvenuta corruttibilità del giudice Lyttle in un precedente processo, Stern riesce a far prosciogliere Sabich. Ormai innocente al rientro a casa, durante un'assenza di Barbara, Rusty scopre in cantina un'ascia macchiata di sangue: l'omicida è lei e lo confessa al marito narrandogli della propria gelosia.

Valutazione Pastorale

il film, una costruzione complessa, ma chiara, ricca di suspense grazie ad una valida sceneggiatura, propone un processo tutto sorprese e colpi di scena specie sul piano peritale acutamente congegnato sul filo della logica e delle procedure. Il lavoro senza dubbio è una scoperta denuncia del sottobosco di squallore, ricatti e reticenze che alligna nel mondo di chi amministra la giustizia. Il gesto omicida della sfortunata Barbara, che si è vista sconvolta la vita, è da far risalire al tradimento alla responsabilità morale del coniuge, libero per la giustizia, ma destinato per il resto dei suoi giorni ad una pena segreta e intollerabile. Interpreti perfettamente aderenti ai rispettivi ruoli.

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