QUI NON E’ IL PARADISO

Valutazione
Accettabile-riserve, scabrosità
Tematica
Libertà, Politica-Società
Genere
Drammatico
Regia
Gianluca Maria Tavarelli
Durata
100'
Anno di uscita
2000
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Cecchi Gori Distribuzione
Musiche
Ezio Bosso
Montaggio
Marco Spoletini

Orig.: Italia (2000) - Sogg. e scenegg.: Leonardo Fasolo, Gianluca Maria Tavarelli - Fotogr.(Panoramica/a colori): Pietro Sciortino - Mus.: Ezio Bosso - Montagg.: Marco Spoletini - Dur.: 100' - Produz: Vittorio Cecchi Gori per Fin.Ma.Vi.

Interpreti e ruoli

Fabrizio Gifuni (Renato Speranza), Valerio Binasco (Walter Tarantino), Antonio Catania (commissario Lucidi), Ugo Conti (Enzo Pece), Adriano Pappalardo (Michele Manzo), Erika Bernardi (Claudia), Riccardo Zinna

Soggetto

Renato Sapienza fa l'autista alle Poste, incaricato di trasportare e consegnare i valori. Separato, é appassionato di poesia e da tempo sogna di dare una svolta alla propria vita. Di questi suoi desideri mette al corrente Walter, amico e collega. Alla ricerca del modo più rapido per organizzare il viaggio a lungo desiderato e cominciare una nuova esistenza, Renato punta la propria attenzione sulle ingenti somme che ogni giorno ha con sè nel furgone. Il colpo sembra facile e privo di difficoltà. Poco per volta, passando insieme piacevoli serate, Renato riesce a convincere Walter, all'inizio più riluttante. I due però non possono fare tutto da soli. Vengono allora coinvolti anche Enzo Pace, proprietario di un locale, e Michele Manzo,anche lui impiegato alle Poste. Dopo un primo tentativo andato male, la seconda volta il colpo riesce. I quattro si riuniscono per dividersi il bottino di otto miliardi. Ma a questo punto Enzo e Michele sparano a sangue freddo su Renato e Walter che muoiono all'istante. Sulle tracce di colpevoli era intanto giunto il commissario Lucidi, incaricato delle indagini.

Valutazione Pastorale

Il fatto di cronaca nera è realmente accaduto nel febbraio '96. Su questa base realistica, il regista ha costruito una sceneggiatura ad incastro, che alterna il 'prima' e il 'dopo' degli avvenimenti con l'obiettivo di capire e far venire alla luce le motivazioni dei personaggi. Proprio nel bilanciamento tra le due parti va individuata la chiave dell'equilibrio del film: a fianco dell'azione, costruita passo dopo passo con le indicazioni dei giorni e delle ore e con le indagini del commissario tipiche del 'giallo', si colloca una descrizione psicologica di caratteri e atmosfere azzeccata e coerente: é la storia di due frustrati dei giorni nostri, che si perdono dietro sogni impossibili, per seguire i quali rinunciano a qualunque nuovo confronto con se stessi. Nel 'colpo' al furgone non ci sono intenti criminosi, bensì la spinta di una utopia che però non porta a niente di buono. Ancora una volta il delitto non paga, e la fuga rimane senza esito. Certo nella filosofia dei due protagonisti emergono codici di comportamento e stili di vita non esemplari, sui quali é lecito esprimere qualche riserva. Ma nel complesso il film non indulge a compiacimenti, proponendo anzi una lezione severa sui limiti dei sogni e sulla necessità di ritrovare nella vita quotidiana le motivazioni più forti e sostanziose. Dal punto di vista pastorale, il film é dunque da valutare come positivo, con le riserve sopra accennate, e con la sottolineatura di qualche scabrosità presente nelle immagini. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, sia pure con attenzione per la presenza dei minori. Da recuperare in rassegne sul cinema italiano di fine Millennio.

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