ROGER DODGER

Valutazione
Inaccettabile, ambiguo
Tematica
Giovani, Sessualità
Genere
Commedia
Regia
Dylan Kidd
Durata
104'
Anno di uscita
2003
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Roger Dodger
Distribuzione
Lady Film
Musiche
Craig Wedren
Montaggio
Andy Keir

Orig.: Stati Uniti (2002) - Sogg. e scenegg.: Dylan Kidd - Fotogr.(Panoramica/a colori): Joaquim Baca Asay - Mus.: Craig Wedren - Montagg.: Andy Keir - Dur.: 104' - Produz.: Anne Chaisson, Campbell Scott, Dylan Kidd.

Interpreti e ruoli

Campbell Scott (Roger), Jesse Eisenberg (Nick), Isabella Rossellini (Joyce), Jennifer Beals (Sophie), Elizabeth Berkley (Andrea), Mina Bade . (Donna)

Soggetto

A New York Roger, quarantenne che lavora come copywriter, riceve l'inaspettata visita di Nick, nipote sedicenne figlio della sorella e residente nell'Ohio. Essendo appena stato liquidato da Joyce, la donna con cui aveva una relazione e che era anche il suo capo, Roger, che ha una inarrestabile parlantina, invita Nick a seguirlo, a pranzo e poi in un bar. Quando il discorso scivola su argomenti personali e Nick rivela di essere ancora 'vergine', Roger attacca con dissertazione sulla conquista femminile. Quindi fa sedere al tavolo due ragazze che erano nel locale, Sophie e Andrea. Anche con loro la conversazione resta sullo stesso livello; e così prosegue fuori, quando le due ragazze raccontano la loro prima volta. Finisce che Sophie dà a Nick il suo primo bacio, e quando Roger ci prova con Andrea, le due ragazze si allontanano molto seccate. Roger allora porta Nick ad una festa a casa di Joyce, lo lascia solo con Dana, che però sta male e si addormenta. Messo decisamente alla porta da Joyce che non lo aveva invitato, Roger accoglie la richiesta di Nick (che non vuole tornare a casa senza aver 'fatto qualcosa') e lo accompagna in un bordello. Ma qui Nick al momento decisivo scappa e tutto finisce male. La mattina seguente Nick va all'aeroporto e torna a casa. Alcuni giorni dopo Roger si presenta nella scuola di Nick nell'Ohio. Seduto accanto ai suoi coetanei, ricomincia a dare lezioni di seduzione e comportamento. Poi si allontana. Una ragazza si avvicina a Nick. Suo zio le ha detto che Nick le deve parlare.

Valutazione Pastorale

"Dodger" é un sostantivo di difficile traduzione italiana. Si potrebbe dire 'colui che parla per togliersi d'impiccio', che usa le parole per nascondere altri imbarazzi, che non ha niente da dire ma lo dice con insistenza e senza mai fermarsi. Così fa Roger, a suo agio tra gli amici sui quali rovescia una logorroica insopportabile che trova i momenti più facili quando si va sui temi dei rapporti uomo-donna, del rapporto, del piacere, e simili. Scaricato da Joyce, Roger pensa di rifarsi con il nipotino, ma fallisce anche qui. E tuttavia alla fine ricomincia. Roger è il prototipo di una generazione di quarantennni americani frustrati e sostanzialmente soli, o invece il suo ritratto è sballato, poco autentico, improbabile negli eccessi retorici e nelle esibizioni ludiche? Certo l'educazione sentimentale di Nick corre troppo forte sui binari di una nottata anomala e debordante che comincia parlando di sentimenti e finisce in un lugubre bordello, suscitando non poche perplessità per quella forma di violenza anche psicologica esercitata sul sedicenne. Se è vero che Roger ha dei problemi, non per questo deve pagarne le conseguenze il ragazzo, vittima di strategie di comportamento più grandi di lui. Troppa esteriorità dunque, troppo compiacimento nel dilungarsi su particolari, troppo sospetto che, accanto ad un certo realismo, prevalga la voglia di essere ripetitivi e pruriginosi. Per questo il film, dal punto di vista pastorale, è da valutare come inaccettabile e nell'insieme ambiguo. UTILIZZAZIONE: é da escludere sia in programmazione ordinaria sia in altre circostanze. Molta attenzione é da tenere per i minori in vista di passaggi televisivi.

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