Rosa

Valutazione
Complesso, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Famiglia - genitori figli, Matrimonio - coppia
Genere
Drammatico
Regia
Katja Colja
Durata
80'
Anno di uscita
2019
Nazionalità
Slovenia
Distribuzione
Minimum Fax Media con la collaborazione di Altri Sguardi
Soggetto e Sceneggiatura
Elisa Amoruso, Katja Colja, Tania Perdoni
Fotografia
Michele Paradisi
Musiche
David Logan
Montaggio
Filippo Montemurro
Produzione
Minimum Fax Media, Casablanca

Interpreti e ruoli

Lunetta Savino (Rosa), Boris Cavazza (Igor), Simonetta Solder (Lena), Valentina Munafò (Giulia), Branco Djuric (Brane)

Soggetto

Dal meridione Rosa, signora di sessant'anni, quarant'anni prima si è sposata con lo sloveno Igor. Contrassegnato da tanti momenti negativi di tensione, il loro matrimonio è in forte crisi. Tra di loro incombe il ricordo della scomparsa di Maja, la figlia più grande…

Valutazione Pastorale

All’inizio vediamo Rosa e Igor, marito e moglie, intenti a liberare la loro casa che hanno ormai deciso di vendere. Ma anche in questa prospettiva non mancano problemi e litigi. Così presentata, la questione appare la fotografia di una situazione difficile e delicata. Senza apparire , il nodo vero che agita il cuore dei due coniugi è la morte della prima figlia Maja, mai più tornata da una gita in barca. Dolore forte e trattenuto a stento, anche occasione per rinfacciarsi colpe e responsabilità. Un giorno Rosa va nel negozio di parrucchiere frequentato da Maja, e, dopo qualche esitazione, scopre che Maja insieme alla titolare Lena adibiva il retrobottega a spazio per vendere sex toys. Per saperne di più anche sulle abitudini di Maja, Rosa decide di partecipare a questa occasione che le permette di riscoprire aspetti di se stessa mai conosciuti prima. Acquisendo una migliore consapevolezza del proprio corpo e trovando un migliore equilibrio di vita, Rosa riesce ad essere più aperta e comprensiva verso le difficoltà quotidiane. E questo la porterà ad instaurare con il marito un rapporto rinnovato e di maggiore fiducia. "Rosa" è un film piccolo ma con tante cose dentro: famiglia, sentimenti, scoperte, crescita personale e apertura verso l’altro. Un apologo girato in punta di telecamera, con sottrazione di parole, pochi gesti essenziali, musica sotto il minimo della necessità. Un storia che però racconta molto della donna in età matura, anche grazie alla magnetica interpretazione di Lunetta Savino nel ruolo di Rosa. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, come prodotto che rimanda ad una insolita ambientazione triestina, e offre la possibilità di affrontare riflessioni su alcune tematiche importanti: la donna, il matrimonio, l’elaborazione del lutto, la voglia di ricominciare.

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