SCONTRO DI CIVILTA’ PER UN ASCENSORE A PIAZZA VITTORIO

Valutazione
Futile, velleitario
Tematica
Emigrazione, Rapporto tra culture, Razzismo
Genere
Commedia
Regia
Isotta Toso
Durata
96'
Anno di uscita
2010
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Bolero Film
Soggetto e Sceneggiatura
Maura Vespini, Isotta Toso con la collaborazione di Andrea Cotti Maura Vespini, Isotta Toso, Sandro Silvestri tratto dal romanzo omonimo di Amara Lakhous
Musiche
Gabriele Coen, Mario Rivera
Montaggio
Patrizio Marone

Orig.: Italia (2009) - Sogg.: Maura Vespini, Isotta Toso, Sandro Silvestri tratto dal romanzo omonimo di Amara Lakhous - Scenegg.: Maura Vespini, Isotta Toso con la collaborazione di Andrea Cotti - Fotogr.(Panoramica/a colori): Fabio Zamarion - Mus.: Gabriele Coen, Mario Rivera - Montagg.: Patrizio Marone - Dur.: 96' - Produz.: Maura Vespini, Sandro Silvestri.

Interpreti e ruoli

Kasia Smutniak (Giulia), Daniele Liotti (Marco Manfredini), Serra Yilmaz (Nurit), Ahmed Hafiene (Amedeo), Marco Rossetti (Lorenzo detto il gladiatore), Kesia Elwin (Maria Cristina), Isa Danieli (Benedetta), Milena Vukotic (sig.ra Fabiani), Luigi Diberti (Angelo Manfredini), Roberto Citran (Antonio Marini), Francesco Pannofino (Sandro Dandini), Paolo Calabresi (commissario Bettarini), Ninetto Davioli (Riccardo), Manuela Morabito, Massimo De Santis, Fabio Traversa

Soggetto

A Roma in uno stabile di piazza Vittorio. una morte improvvisa (un omicidio?) diventa il pretesto per mettere l'uno contro l'altro i condomini, tra i quali molti provenienti da altre nazionalità.

Valutazione Pastorale

Da un romanzo deriva questo copione che vorrebbe essere il ritratto di certo disagio contemporaneo in una zona esemplare della grande città. Piazza Vittorio é a Roma e da alcuni anni il luogo si propone come l'emblema dell'incrocio di etnie e culture che abitano la capitale. L'incontro genera difficoltà e problematiche che in certi casi diventano scontro. Tanti, troppi personaggi appaiono e scompaiono per pochi attimi. Il puzzle che ne deriva cerca di essere talmente verosimile da risultare slegato, distaccato, inconcludente. L'intenzione di concentrare nel microcosmo di piazza Vittorio tutti i problemi dell'Italia di oggi prende la mano alla regista che sbanda paurosamente, divaga, cede a ritrattini psicologicamente deboli, cade nel vuoto di una drammaturgia solo didascalica. Nessuno degli spunti avviati e certamente reali (status degli immigrati, accoglienza, lavoro...) riesce a coinvolgere, e il film, dal punto di vista pastorale, é da valutare come futile e nell'insieme velleitario.

Utilizzazione

Avrebbe dovuto essere un film da dibattiti, ma così può essere magari utilizzato in programmazione ordinaria ma senza creare altre aspettative.

Le altre valutazioni

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