SIMPATICI E ANTIPATICI

Valutazione
Inconsistente, grossolanità
Tematica
Genere
Commedia
Regia
Christian De Sica
Durata
92'
Anno di uscita
1998
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
SIMPATICI E ANTIPATICI
Distribuzione
Medusa
Soggetto e Sceneggiatura
Christian De Sica, Carlo Vanzina, Enrico Vanzina Carlo Vanzina, Enrico Van
Musiche
Manuel De Sica

Sogg.: Carlo Vanzina, Enrico Van-zina - Scenegg.: Christian De Sica, Carlo Vanzina, Enrico Vanzina - Foto-gr.: (Panoramica/a colori) Ennio Guarnieri - Mus.: Manuel De Sica - Mon-tagg.: Paolo Benassi - Dur.: 92' - Produz.: Camilla Nesbitt per Taodue Film in collaborazione con Mediaset

Interpreti e ruoli

Christian De Sica (Roberto), Gianfranco Funari (Alberto), Leo Gullotta (Gigetto), Alessandro Haber (Carletto), Simona Izzo (Simona), Marco Messeri (Ugo), Monica Scattini (Nicoletta), Angelo Bernabucci (Petruzzi), Paolo Conticini (Paolo), Cinzia Mascoli (Livia), Riccardo Garrone (Fausto), Beatriz Rico (Dolores), Stefano Masciarelli (Walter), Eva Grimaldi . (Michela)

Soggetto

A Roma un gruppo di amici frequenta lo stesso esclusivo circolo di tennis, il Tiber. Qui, sorvegliato da Gigetto, il custode che da anni vive nel circolo, e sopporta gli scherzi dei soci di cui è il bersaglio preferito, c’è Alberto, che diventerà presidente del circolo, palazzinaro, sbruffone, mega-lomane, sempre dedito a dimostrare il proprio potere agli amici che si umilia-no davanti a lui. Alla fine Alberto viene arrestato nel Circolo dalla Finanza per frode fiscale. C’è Carletto, ex attore di varietà oggi disoccupato e dispo-sto a qualunque compromesso pur di tornare a lavorare ma intanto si vende i mobili di casa in un’asta tra i soci. Ci sono Nicoletta e Walter, coppia ricca e poco elegante. Walter ha un’azienda di traslochi, Nicoletta cova sogni da intellettuale, vuole lanciare un fotografo cubano ma tutto si infrange di fronte al risorgere della passione calcistica. C’è Roberto, che ha sposato la figlia di un noto gioielliere, lavora nel negozio del suocero e non trascura avventure con belle clienti. Sorpreso con una di queste, viene cacciato di casa e dal lavoro, si rifugia presso un amico e poi finisce per lavorare al circolo come direttore di catering. C’è infine Fausto, il socio più vecchio, testimone di una Roma diversa e più autentica. Alla fine, Gigetto vince al totocalcio e si licen-zia, l’ultima amante di Roberto diventa l’amica del gioielliere, e Roberto si trasferisce in Polinesia, dove vende collanine.

Valutazione Pastorale

il film vorrebbe proporsi come un affresco, ironico, cinico, divertente della Roma fine anni Novanta, sulla scia di quella commedia italiana che in passato ha fotografato con precisione i vizi e le virtù della variegata società romana. L’obiettivo è raggiunto solo raramente e in pochi, rapidi passaggi che mettono alla berlina alcune deteriori situazioni di un piccolo mondo che ha fatue e vuote aspirazioni. Ma nell’insieme, e quasi sempre, prevale un tono di assoluta leggerezza, di macchiette prevedibili, di situazioni tirate via, di dialoghi scritti in fretta e furia. Siamo in una di quelle storie che non hanno elementi né veramente negativi né certamente positivi. Dal punto di vista pastorale, insieme alla sottolineatura di molte grossolanità, si procede all’insegna della più totale inconsistenza. Utilizzazione: per quanto detto sopra, il film può essere utilizzato, ben sapendo prima il poco che può offrire. Forse potrà finire in qualche rassegna, come ritratto di un modo di fare commedia italiana alle soglie del terzo millennio.

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