SLIVER

Valutazione
Inaccettabile, Malsano
Tematica
Genere
Giallo
Regia
Phillip Noyce
Durata
108’
Anno di uscita
1993
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
SLIVER
Distribuzione
U.I.P.
Soggetto e Sceneggiatura
Joe Eszterhas tratto dal romanzo di Ira Levin
Musiche
Howard Shore
Montaggio
Richard Francis

Sogg.: tratto dal romanzo di Ira Levin - Scenegg.: Joe Eszterhas - Fotogr.: (scope/a colori) Vilmos Zsigmond - Mus.: Howard Shore - Montagg.: Richard Francis-Bruce - Dur.: 108’ - Produz.: Robert Evans - Vietato ai minori degli anni quattordici

Interpreti e ruoli

Sharon Stone (Carly Norris), William Baldwin (Zeke Hawkins), Tom Berenger (Jack Landsford), Martin Landau (Alex Parsons), Polly Walker (Vida Jordan), Cch Pounder (Victoria Hendrix), Colleen Camp (Judy), Nina Foch, Keene Curtis, Nicholas Pryor, Frantz Turner, Anne Betancourt, Melyn Kinder, Allison Mackie

Soggetto

Carly Norrys, giovane redattrice in una casa editrice newyorckese, riesce ad affittare l’appartamento in un lussuoso grattacielo di Manhattan, lo Sliver Building, dove poco tempo prima era stata uccisa Naomi, una giovane donna assai somigliante alla stessa Carly. Costei fa la conoscenza di alcuni coinquilini tra i quali la giovane vicina Vida Jordan e due ambigui uomini: Jack Lansdford, scrittore di libri polizieschi di successo, e Zeke Hawkins, un aitante giovane. Carly, pur inibita da una recente disillusione d’amore, cede alle profferte amorose di Zeke concedendosi a ripetuti e scatenati rapporti sessuali. Ormai eccitato, Zeke le rivela di essere il ricco e segreto proprietario dello Sliver e le mostra la sala elettronica da cui controlla sui monitor, tramite telecamere nascoste, tutti gli inquilini del palazzo in ogni momento della loro vita privata. Quando Vida Jordan viene trovata accoltellata sulle scale, di questo delitto viene accusato Jack il quale, liberato sotto cauzione, si introduce nell’appartamento di Carly e, pistola alla mano, tenta di convincerla della sua innocenza e del pericolo che corre frequentando Zeke. Sopraggiunto questi, nella colluttazione che ne segue Jack viene ferito mortalmente. Trasferitasi nell’alloggio di Zeke, Carly scopre le videoregistrazioni dei rapporti sessuali di questi con le donne rimaste poi uccise. Convinta della colpevolezza di Zeke, Carly tenta di distruggere la centrale video di Hawkins. Ma ecco improvvisamente apparire su un monitor le immagini dell’omicidio di Naomi: è Jack l’assassino. Ormai esausta ed irretita con la pistola spara sui monitori che così esplodono.

Valutazione Pastorale

in sostanza un giallo tecnologico: diabolicamente affascinante lo spunto fondamentale, quello della manìa del “guardare”, che fa di Zeke un tiranno incontrastato nel frugare corpi e comportamenti altrui. Troppo insistito, invece, l’aspetto puramente sessuale con tutte le sue sfrenatezze, per cui la parte criminale della storia finisce con il passare in sottordine. Deludenti gli ultimi fotogrammi, cioè la sorpresa dell’apparizione in video del volto del vero assassino, Jack lo psicopatico: un piccolo particolare che al padrone dello Sliver con il suo apparato tecnico non poteva essere materialmente sfuggito. Sharon Stone conferma l’avvenenza e i “talenti” accertati ed il partner William Baldwin alterna i rapporti erotici con il sollazzo che gli arreca il frugare nei fatti altrui. Anche se meritevole di riflessione è la tesi sull’ingerenza sempre più aggressiva della società dell’immagine nella vita privata dell’individuo non solo nella forma del “guardare” ma in quella di un controllo integrale della sfera del privato, lo spettatore dovrebbe è tentato di praticare con piacere ciò che moralmente è chiamato a disapprovare.

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