STATO DI GRAZIA

Valutazione
Inaccettabile, Violento
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
Phil Joanou
Durata
129'
Anno di uscita
1991
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
STATE OF GRACE
Distribuzione
C.D.I.
Soggetto e Sceneggiatura
Dennis Mc Intyre, David Rabe Dennis Mc Intyre
Musiche
Ennio Morricone
Montaggio
Claire Simpson

Sogg.: Dennis Mc Intyre - Scenegg.: Dennis Mc Intyre, David Rabe - Fotogr.: (normale/a colori) Jordan Cronenweth - Mus.: Ennio Morricone - Montagg.: Claire Simpson - Dur.: 129' - Produz.: Ned Dowd, Randy Ostrow, Ron Rotholz - Vietato ai minori degli anni diciotto

Interpreti e ruoli

Sean Penn (Terry Noonan), Ed Harris (Frankie Flannery), Gary Oldman (Jackie Flannery), Robin Wright (Kathleen Flannery), John Turturro (Nick o Charlie), John C.Reilly (Stevie), R.D. Call (Nicholson), Joe Viterelli, Burgess Meredith, Deirdre O'Connell

Soggetto

Terry Nooman ha vissuto a New York da ragazzo con i suoi nel brutto quartiere di "Hell's Kitchen", a maggioranza irlandese. Poi se ne è andato a Boston, ha fatto il marine, è diventato agente di polizia ed ora i suoi superiori lo hanno infiltrato in quel quartiere, dove dominano le bande di teppisti. Purtroppo è giusto ad "Hell's Kitchen" che Terry ha tutti gli amici d'infanzia, soprattutto nel gruppo capeggiato da Frankie Flannery, piccolo ma duro boss dagli occhi gelidi, che guida il fratello minore (lo psicopatico Jackie) e gli altri in ribalderie, sparatorie e imprese a base di taglieggiamenti e violenze. La sorella Kathleen, distaccatasi dal duo per dissensi sulla loro vita, lavora invece in un hotel in un altro quartiere ed era un tempo l'innamorata di Nooman. L'agente, ovviamente ignoto per l'incarico affidatogli, viene assunto da Flannery senior e confida di incastrarlo appena possibile. Le cose sono complicate dalla rivalità che esiste fra tali immigrati (e la loro progenie) e le bande dei mafiosi italiani, soprattutto quella di Borelli, con le rivalità e le inevitabili incursioni nei rispettivi territori le imprese criminali e gli sgarri di rito. Mentre fra Terry e la ragazza ricominciano le tenerezze malgrado la riluttanza di lei, avversa a che l'ex spasimante si rimetta in combutta con i fratelli Nooman sta in contatto con il poliziotto Nick. I problemi di Terry si aggravano quando uno dei ragazzi Stevie viene ucciso ed il suo corpo ritrovato nell'Hudson. La morte di lui fa disperare e scatenare Jackie e i suoi intenti di vendetta (egli non immagina che il colpevole è stato Frankie). Terry insiste con Nick di trovarsi in una situazione difficile e per lui di disagio, ma gli viene imposto di portare a compimento la sua missione, trovando le prove dell'assassinio. Terry ad un certo punto confessa a Kathleen di essere un agente infiltrato ed i loro rapporti vengono troncati, temendo essa che il giovane finirà con l'eliminare i fratelli. Un vecchio debitore accusa Frankie della morte di Stevie (si trovava a bere nel luogo del delitto) e dice a Nooman di diffidare dei boss. Intanto Jackie sembra aver del tutto perso la testa: in un bar e come in un raptus uccide brutalmente tre italiani del clan Borelli (colui che a suo avviso ha decretato la morte dell'amico). Borelli chiede un incontro con Frankie, dato che il massacro appare il preludio di una vera guerra. Per evitarla, Borelli fa chiaramente intendere a Frankie che spetta a lui di eliminare il fratello minore. Quello, dopo esitazioni e ripensamenti, finisce con l'acconsentire. Per un puro contrattempo l'italiano si salva (un gruppetto di fidi capeggiato da Jackie e di cui fa parte anche Terry fallisce l'attacco contro Borelli), ma Frankie invia comunque una sera il fratello a ritirare su di un certo molo alcune migliaia di dollari. È là che lo ucciderà di sua mano, malgrado che Terry sia andato con il ragazzo e si sia allontanato solo pochi istanti per telefonare a Nick e richiedere l'intervento della polizia. Al funerale di Jackie, Terry, consegnando sprezzantemente a Frankie tessera e distintivo, dice a quest'ultimo che ora è di nuovo padrone delle proprie azioni. Per Frankie, l'ex-amico è già morto: egli lancia sulle sue piste un gruppo di gente fidata e ben pagata, proprio mentre New York festeggia con musiche e parate San Patrizio. Sarà un massacro a suggellare la cupa vicenda, in cui Terry, benché ferito, spara in piena fronte allo spietato fratricida irlandese.

Valutazione Pastorale

malgrado la prolissità ed una certa mancanza di concisione, ecco un film cupo e duro, con cui soggetto e regia (Phil Joanou) hanno inteso di romanzare a toni forzati vita e miracoli di quei cosiddetti "Westies", che negli anni '70 formavano le famigerate bande degli irlandesi, controllanti il quartiere dell'"Hells Kitchen" (la "cucina dell'inferno") di New York. Di quella malavita, in seguito alleatasi con la mafia italiana, si rivivono imprese e delitti, affidandosi tuttavia forse più alla disperazione che all'odio vero e proprio. È, dunque, il dramma personale di Jackie Flannery e quello di Terry Nooman a prevalere con soddisfacente spicco: quello di una triste infanzia vissuta insieme nei vicoli ad imparare le ribalderie, che più tardi si troverà mischiata con i crimini, la violenza e la morte. Ai due personaggi del sodalizio danno vita Sean Pen e Gary Oldman nel ruolo dello psicolabile Jackie: soprattutto quest'ultimo, attore assai pronto ed efficace tanto fragile e scatenato, quanto glaciale ed odioso ne è il fratello. Ma tutto il cast è da ricordare per impegno e concitazione drammatica, in un quadro allucinante di violenze e amarezza. Puntuale l'ambientazione e, come di consueto, assai pertinente il dolente leit-motif della musica, composta e diretta da Ennio Morricone.

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