SUORA IN FUGA

Valutazione
Inaccettabile, Grossolano
Tematica
Genere
Farsesco
Regia
Jonathan Lynn
Durata
92'
Anno di uscita
1990
Nazionalità
Gran Bretagna
Titolo Originale
MUNS ON THE RUN
Distribuzione
Penta Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
Jonathan Lynn
Musiche
Yello, Hidden Faces
Montaggio
David Martin

Sogg. e Scenegg.: Jonathan Lynn - Fotogr.: (panoramica/a colori) Mike Garfath - Mus.: Yello, Hidden Faces - Montagg.: David Martin - Dur.: 92' - Produz.: Michael White

Interpreti e ruoli

Eric Idle (Brian Hope), Robbie Coltrane (Charlie Mc Manus), Camille Coduri (Faith), Janet Suzman (Madre Superiora), Doris Hare, Lila Kaye, Robert Patterson, Robert Morgan, Winston Dennis

Soggetto

mentre Brian Hope e Charlie Mc Manus, gangsters londinesi agli ordini del crudele Case, cercano il modo di lasciare la banda, senza farsi uccidere dal capo, Brian incontra in un bar una graziosa cameriera, Faith, studentessa universitaria, le evita il licenziamento, e s'innamora di lei, che lo ricambia. In seguito i due amici, incaricati di scoprire dove la spietata mafia cinese Triade (che ricicla i soldi della droga) tiene il denaro, del quale Case vorrebbe impadronirsi, pensano di rubare i soldi e fuggire in Brasile. Il giorno del colpo, Faith li avverte di aver saputo per caso che il capo vuole eliminarli, appena compiuta l'impresa: pertanto, mentre si svolge un violento scontro fra i cinesi e i gangsters, Brian e Charlie cercano di fuggire con due valige, piene di danaro. Inseguiti da tutti gli altri, i due amici sono costretti a rifugiarsi in un convento di suore, con annesso collegio, dove si travestono, presentandosi come missionarie di passaggio; suor Eufemia (Brian) e suor Inviolata (Charlie). Charlie è cattolico e ha una zia suora, che ha molto frequentato, perciò ha una certa esperienza in materia. Mentre i due gangsters vengono ricercati dalla banda di Case, dalla Triade e dalla polizia, suor Inviolata viene incaricata di dare alle allieve lezione di basket, e a suor Eufemia viene ordinato di parlare di religione alle ragazze. Intanto Faith capita al convento, ma, essendo senza occhiali, non riconosce le due false suore, e, quando vuole confessarsi, Brian è costretto a fingersi il sacerdote, nel confessionale, per dissuaderla dal rivelare alla polizia la partecipazione del suo innamorato alla recente rapina. Contemporaneamente la superiora ha confessato al revisore dei conti del convento la mancanza di una grossa somma di denaro, che l'economa, Suor Maria, assai dedita ai liquori, ha perduto alle corse dei cavalli, e destinati invece al centro di rieducazione dei drogati. Successivamente Brian e Charlie, sempre inseguiti, raggiungono l'ospedale, dove si trova ricoverata Faith per un lieve incidente: qui si travestono da infermiere, e fuggono con Faith e con le due valige, ma ne perdono una che viene trovata e trattenuta dalla superiore. Poi, travestitisi da hostess allo aeroporto, partono con la ragazza per il Brasile, portando con sé l'altra valigia con il denaro.

Valutazione Pastorale

per condurre in porto una farsa, Jonathan Lynn si è attenuto alle routine tradizionali. Infatti, chi assiste alle peripezie dei due balordi in abiti monacali, cacciatisi a capofitto in un vicolo cieco e costretti a districarsi fra pasticci e contrattempi, ha l'impressione del "déjà vu". Lynn innesta il classico registro del travestimento (e relativi, prevedibili equivoci) dei personaggi maschili in panni femminili (con l'aggravante sempre imbarazzante e volgaruccia di essere quelli di religiose). Si potrebbe anche sopportare e talvolta ridere tra qui-pro-quo, battutine e qualche passaggio più frizzante, poiché il ritmo tiene e, in fondo, il duo degli interpreti ce la mette tutta quanto a brio e simpatia. Ma nel film lo sprovveduto grassone "spiega" al compare la SS. Trinità, non con parole semplici (e già sarebbe una impresa disperata), ma con lazzi e sciocchezze deplorevoli. Punture di spillo e frecciate agre abbondano qua e là. La frontiera della irriverenza e della dissacrazione è sfiorata, se non oltrepassata. Le false monache, di per sé buffonesche e sciocche, quelle vere (al solito, la vecchia sorella portinaia, sorda e tonta) come l'economa (che froda la comunità, beve e gioca alle corse), i preti (sempre o faciloni e di manica larga, o ambigui), alle volte gli stessi gesti del rituale, gli ammiccamenti, le allusioni, tutto sguazza nel banale e nel risibile, ed è elemento caratterizzante un più vasto e preciso disegno, destinato a svilire e a ferire.

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