TANO DA MORIRE

Valutazione
Accettabile-riserve, crudezze
Tematica
Mafia
Genere
Grottesco
Regia
Roberta Torre
Durata
80'
Anno di uscita
1997
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Lucky Red
Soggetto e Sceneggiatura
Roberta Torre, Gianluca Sodaro, Enzo Paglino Roberta Torre
Musiche
Nino Franchini
Montaggio
Giogiò Franchini

Sogg.: Roberta Torre - Scenegg.: Roberta Torre, Gianluca Sodaro, Enzo Paglino - Fotogr.: (Panoramica/a colori) Daniele Ciprì - Mus.: Nino Franchini - Montagg.: Giogiò Franchini -Dur.: 80' - Produz.: A.S.P.

Interpreti e ruoli

Ciccio Guarino (Tano Guarrasi), Mimma D.De Rosalia (Franca Guarrisi), Maria Aliotta (Caterina Guarrisi), Anna M.Confalone (Modesta Guarrisi), Adele Aliotta (Rosa Guarrisi), Enzo Paglino (Enzo Caruso), Vin-cenzo Di Lorenzo (Don Paliddu Billizza), Lorenzo La Rosa, Francesca Di Cesare, Filippo Teriaca, Eleonora Teriaca, Lina Santoro, Pasquale Tranchi-na.

Soggetto

A Palermo Tano Guarrasi viene ucciso per mano di un killer man-dato dai corleonesi durante la sanguinosa guerra di mafia del 1988. Una delle sue sorelle, Franca, donna prosperosa e coraggiosa, benchè arrivata ad oltre quaranta anni, decide finalmente di sposarsi. Ma Tano, intenzionato a tutela-re ancora la sorella, il giorno delle nozze si fa sentire dall'aldilà. Intorno tutto il quartiere partecipa agli eventi: le donne dal parrucchiere, i lavoratori ai banchi del mercato, le ipotesi giornalistiche e televisive. La storia di Tano viene fuori a poco a poco in flashback, raccontata da amici, parenti, cono-scenti.

Valutazione Pastorale

una storia di mafia raccontata da chi nella mafia ci vive quotidianamente, un film sulla quotidianità della mafia che ricorda i cantastorie del passato che si tramandavano le azioni di personaggi famosi. La vicenda è vera, le persone sono vere, non attori ma facce autentiche chia-mate a riferire, a rivivere quei fatti non più in modo drammatico ma a suon di musica al ritmo di rap, sceneggiata napoletana, samba, tammurriata. Un musical con tonalità cromatiche forti, con il coro a scandire il ritmo pur sem-pre tragico della vicenda, con una forte carica di ironia. Il tutto offre l'idea di volersi decisamente staccare dai clichè finora utlizzati nella rappresentazione della mafia. La chiave narrativa scelta dalla regista è da accogliere positiva-mente anche se, dal punto di vista pastorale vanno evidenziate delle riserve, per le crudezze un pò sopra le righe che punteggiano la storia. Utilizzazione:il film è da utilizzarsi in programmazione ordinaria, come pro-posta di prodotto italiano originale e innovativo. In contesti più mirati, è utile per approfondire l'argomento "mafia" in quegli aspetti in cui è diventata for-ma di vita quotidiana.

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