TEMPESTA DI GHIACCIO

Valutazione
Discutibile, ambiguità**
Tematica
Famiglia, Politica-Società
Genere
Drammatico
Regia
Ang Lee
Durata
112'
Anno di uscita
1997
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
THE ICE STORM
Distribuzione
Medusa
Soggetto e Sceneggiatura
James Shamus Tratto dal romanzo omonimo di Rick Moody
Musiche
Mychael Danna
Montaggio
Tim Squyres

Sogg.: Tratto dal romanzo omonimo di Rick Moody - Scenegg.: James Shamus - Fotogr.: (Panorami-ca/ a colori) Frederick Elmes - Mus.: Mychael Danna - Montagg.: Tim Squyres - Dur.: 112' - Produz.: Ted Hope, James Shamus, Ang Lee per Fox Searchlight-Good Machine

Interpreti e ruoli

Kevin Kline (Ben Hood), Sigourney Weaver (Jane Carver), Joan Allen (Elena Hood), Christina Ricci (Wendy Hood), Tobey Maguire (Paul Hood), Jamey Sheridan (Jim Carver), Elijah Wood (Mikey Carver), Adam Hann-Byrd . (Sandy Carver)

Soggetto

Novembre 1973. A New Canaan, nel Connecticut, mentre lo scan-dalo Watergate ha raggiunto il presidente Nixon, la famiglia Hood vive un momento di particolare difficoltà. Ben ha una relazione con la vicina di casa Jane Carver, che però vive la cosa senza particolari entusiasmi. La moglie Elena ha ambizioni culturali e sta perdendo la pazienza di fronte alle bugie del marito. La figlia Wendy, adolescente, cerca giochi insoliti da fare con i due figli coetanei di Jane, Mikey e Sandy. Arriva il giorno del ringraziamen-to che la famiglia Hood trascorre insieme, ma subito dopo il figlio maggiore Paul raggiunge a New York una ragazza conosciuta a scuola. Nel frattempo Ben e Elena vanno ad un ‘key party’, una festa con scambio di coppie al buio a fine serata. Sia Elena che Paul non riescono a condurre in porto il gioco, mentre fuori una notte di tempesta come non si vedeva da anni si abbatte sul-la zona. In quel freddo le situazioni si mostrano in tutta la loro precarietà, e la mattina dopo nessuno è più lo stesso.

Valutazione Pastorale

film intenso e di grande sostanza che offre il ritratto di un’America indifesa, impaurita della propria sicurezza, incerta sul futuro e sulle scelte da compiere. Lo scenario degli anni Settanta riporta a quel momento fondamentale in cui anche il cinema americano operò la svolta lin-guistica e contenutistica verso storie introspettive capaci di porsi domande più difficili e imbarazzanti. Si parla degli anni Settanta, si ricostruisce quel-l’atmosfera ma si guarda all’oggi, ad una dimensione esistenziale certo non molto mutata dietro i lustrini degli effetti speciali. Servito da immagini di stringente efficacia drammatica, il film è così attento e concentrato sugli sbalzi emotivi dei personaggi, sul dolore delle loro situazioni e sulle diffi-coltà generazionali (gli adulti non sono meno in crisi degli adolescenti) da dare un senso e una logica anche a situazioni certamente un po’ scabrose ma non forzate o gratuite. Dal punto di vista pastorale, segnalate queste scabro-sità, il film è discutibile per l’efficacia con cui evidenzia la contrapposizione tra bene e male. Utilizzazione: avendo l’avvertenza di rivolgersi ad un pubblico adulto e motivato, il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria. Molto adatto in altri contesti, per riflettere sull’America anni Settanta e, più in generale, sul rapporto cinema-cronaca-storia.

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