THE QUARRY (LA CAVA)

Valutazione
Discutibile, ambiguità
Tematica
Carcere, Giustizia, Male, Tematiche religiose
Genere
Drammatico
Regia
Marion Hansel
Durata
Anno di uscita
1999
Nazionalità
Belgio
Titolo Originale
The quarry
Distribuzione
Istituto Luce
Montaggio
Michele Hubinon

Orig. : Belgio (1997) - Sogg. : tratto dal romanzo omonimo di Damon Galgut - Scenegg. : Marion Hansel - Fotogr. (Scope/ a colori) : Bernard Lutic - Mus. : Takashi Kako - Montagg.: Michele Hubinon - Dur. : 109' - Produz. : Marion Hansel.

Interpreti e ruoli

John Lynch (l'uomo), Jonathan Phillips (il capitano Mong), Serge-Henry Valcke (il pastore), Sylvia Esau (la donna), Oscar Petersen (Valentin), Jody Abrahams (Small), Van Wyk (il proprietario del ristorante), Anton Claasten (il proprietario del bar), Robert McCarthy (il giudice), Denzel Phillips, Morne Visser, Sean Arnold, Samuel Bois.

Soggetto

In zone poco popolate del Sud Africa, un assassino é in fuga dopo aver commesso un terribile omicidio. Lungo la strada viene aiutato da un uomo che lo soccorre e lo sfama. Questi é un pastore, che alla fine gli fa richieste di strane prestazioni. L'assassino reagisce con violenza, l'uomo batte la testa e muore. Il fuggitivo allora decide di prenderne il posto e, nei panni del reverendo, si presenta in paese e va ad abitare nell'alloggio stabilito. Tutto procede bene finchè non viene ritrovato il cadavere dell'uomo. Valentin, un ragazzo balordo detenuto in prigione, dice che il prete é un bugiardo. Il capitano Mong, responsabile della polizia, non ci crede, però va a trovare il reverendo e gli dice che circolano strane voci. Durante il processo a Valentine e al fratello, il pastore va sul banco dei testimoni e confessa di essere un impostore. Nella confusione che ne segue, lui e Valentine scappano insieme sullo stesso treno. Alla stazione successiva scendono: c'è il capitano Mong che affronta il falso prete, lo accusa di omicidio e, mentre lui ancora fugge, lo uccide. Valentine si mette a correre nell'erba verso una destinazione sconosciuta.

Valutazione Pastorale

Il film é tratto da un romanzo di Damon Galgut, scrittore sudafricano praticamente sconosciuto e "pone -dice la regista- uno di fronte all'altro tre personaggi solitari, problematici e senza un apparente passato...in luoghi dove gli uomini non riconoscono più loro stessi nè hanno ben chiara quale sia la loro strada, privi come sono di radici e incapaci di pensare al domani". Detta così, la storia potrebbe sembrare interessante, ma il racconto soffre di una sbagliata distribuzione del materiale narrativo, che dà spazio al supefluo e trascura l'essenziale. Il dialogo inoltre é debole e il senso di colpa che caratterizza il finale appare un po' retorico. Tuttavia non mancano atmosfere indovinate ad accompagnare sensazioni di solitudine e di disperazione che partono dal male ma aspirano a venirne fuori. In quel mettersi e togliersi la veste sacerdotale, potrebbe nascondersi un bisogno di religione oscuro e incompreso. Siamo però sul piano delle ipotesi, per cui il film, dal punto di vista pastorale, può opportunamente essere valutato come discutibile per la costante ambiguità che lo caratterizza. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato per proposte mirate e in occasioni in cui sia possibile rilevarne gli aspetti contraddittori sopra ricordati.

Le altre valutazioni

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