TO THE WONDER

Valutazione
Problematico, Raccomandabile, dibattiti * *
Tematica
Famiglia - genitori figli, Matrimonio - coppia, Metafore del nostro tempo, Solidarietà-Amore, Tematiche religiose
Genere
Drammatico
Regia
Terrence Malick
Durata
Anno di uscita
2013
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
To the Wonder
Distribuzione
01 Distribution
Musiche
Hanan Townshend
Montaggio
A.J. Edwards, Keith Fraase, Shane Hazen, Christopher Roldan, Mark Yoshikawa.

Orig.: Stati Uniti (2012) - Sogg. e scenegg.: Terrence Malik - Fotogr.(Panoramica/a colori): Emmmanuel Lubezki - Mus.: Hanan Townshend - Montagg.: A.J. Edwards, Keith Fraase, Shane Hazen, Christopher Roldan, Mark Yoshikawa.

Interpreti e ruoli

Ben Affleck (Neil), Olga Kurilenko (Marina), Rachel McAdams (Jane), Javier Bardem (padre Quintana), Tatiana Chiline (Tatiana), Romina Mondello (Anna), Tony O'Gans (Sexton), Marshall Bell (Bob), Will Wallace . (Hunter)

Soggetto

Aspirante scrittore, l'americano Neil conosce a Parigi Marina, ucraina con una bambina di dieci anni. Nasce un grande amore e, dopo due anni, insieme vanno a vivere in Oklahoma, vicino al paese natale di lui. Scaduto il permesso di soggiorno, Marina torna in Europa. Neil dopo qualche tempo riallaccia un legame con la vecchia amica Jane. Rietrata in USA, Marina è ora sola, e cerca conforto spirituale nel sacerdote spagnolo Padre Quintana, a sua volta in crisi con la propria fede.

Valutazione Pastorale

Come se qualcosa fosse rimasto di inespresso nel precedente "The tree of life", 2011, Palma d'oro a Cannes, appena un anno dopo ecco Malick nuovamente impegnato con un poema in immagini di ampio respiro spirituale e esistenziale. Lo sguardo dell'americano sfiora i contorni di uomini, donne, oggetti, accarezza i contrasti cromatici, crea quei momenti di incontro nei quali il disagio per le negatività si riversa in una concentrata, accorata ricerca di visioni superiori, di armonie più alte, di un amore intoccabile dai rischi delle miserie quotidiane. Qua e là la ricerca religiosa di Malick resta invischiata in passaggi fin troppo estetizzanti, ma il respiro è alto, la scommessa è forte, e la provocazione robusta e insolita. In concorso alla Mostra di Venezia 2012, il film ha ricevuto il Premio Signis. Si può leggere la motivazione nella scheda del film all'interno della proposta nella rubrica Anno della Fede. Per i motivi anche lì espressi, dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come raccommandabile, problematico e adatto per dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in molte occasioni successive, come prodotto di intensa qualità filmica e contenutistica.

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