TRE GIORNI D’ANARCHIA

Valutazione
Accettabile, Problematico, dibattiti
Tematica
Famiglia, Politica-Società, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Vito Zagarrio
Durata
97'
Anno di uscita
2006
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
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Distribuzione
Thule Film
Musiche
Pivio & Aldo De Scalzi
Montaggio
Roberto Missiroli

Orig.: Italia (2004) - Sogg. e scenegg.: Vito Zagarrio - Fotogr.(Panoramica/a colori): Pasquale Mari - Mus.: Pivio & Aldo De Scalzi - Montagg.: Roberto Missiroli - Dur.: 97' - Produz.: Silvana Leonardi, Silvia Gemignani, Vincenzo Di Marino.

Interpreti e ruoli

Enrico Lo Verso (Giuseppe), Marica Coco (Anna), Tiziana Lodato (Pina), Salvatore Lazzaro (Toni), Gaetano Aronica (Salvatore), Rosa Pianeta (Rosa), Luigi Maria Burruano (Mimì), Renato Carpentieri (Vito Gallo), Nino Frassica (Puglisi), Giacinto Ferro (don Calò), Davide Coco (Pasquale), Roberto Purvis (Joe), Antonio Petrocelli, Claudio Undari.

Soggetto

Sicilia, luglio 1943. Laureatosi sotto i bombardamenti, Giuseppe torna al paese natale in licenza premio e lì resta bloccato in coincidenza con la notizia dello sbarco degli americani sull'isola. Nell'eccitazione generale, si abbattono i simboli del fascismo, e nelle strade comincia un momento di sfrenata felicità. Ben presto però all'euforia subentra la necessità di capire come organizzare la nuova vita sociale e politica. E allora prendono il via contrasti, antagonismi, rivincite personali, vendette piccole e grandi. Il paese vorrebbe autogovernarsi, e Giuseppe è indicato come la persona più adatta, ma l'accordo non si trova. Così, dopo tre giorni, arrivano gli americani e l'esperienza della 'felice' anarchia si interrompe.

Valutazione Pastorale

Rifacedosi a cronache autentiche dell'epoca, Zagarrio compone un affresco di bella vitalità e di efficace risalto visivo. Ben descritto é soprattutto quello spirito di frenesia, quella 'utopia' che nasce all'indomani della fine di una dittatura e che sembra lì, a portata di mano e poi invece svanisce, risucchiata dalle incrostazioni della quotidianità. Il copione vive dunque con vigore sullo scontro tra la fantasia del sogno e la consapevolezza della sua irrealizzabilità. Forse è anche un'amara presa d'atto di certi comportamenti italiani, difficili se non impossibili da cambiare. Per i molti stimoli di riflessione che suggerisce, il film, mdal punto di vista pastorale, é da valutare come accettabile, problematico e adatto per dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, e, più opportunamente, in contesti mirati per discutere e approfondire i temi anche attuali che propone.

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