TU DEVI ESSERE IL LUPO

Valutazione
Accettabile, semplice
Tematica
Adolescenza, Famiglia - genitori figli
Genere
Drammatico
Regia
Vittorio Moroni
Durata
95'
Anno di uscita
2005
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
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Distribuzione
Pablo Myself
Musiche
Mario Mariani
Montaggio
Clelio Benevento

Orig.: Italia (2004) - Sogg. e scenegg.: Vittorio Moroni con la collaborazione di Alessandro Lombardo - Fotogr.(Panoramica/a colori): Saverio Guarna - Mus.: Mario Mariani - Montagg.: Clelio Benevento - Dur.: 95' - Produz.: Laura Cafiero.

Interpreti e ruoli

Ignazio Oliva (Carlo), Valentina Carnelutti (Valentina), Valentina Merizzi (Valentina a 14 anni), Sara D'Amario (Elena), Gianluca Gobbi (Athos), Vera Gandola (Giò), Amandio Pinheiro (Amandio), Mauro Mannella.

Soggetto

A Sondrio Carlo, giovane tassista appassionato di fotografia, vive con la figlia adolescente Valentina. La mamma é venuta a mancare anni prima, e Carlo fa di tutto per cercare di supplire a questa assenza. Valentina va a scuola, ha un'amica del cuore e tuttavia avverte intorno a sè un vuoto che non riesce a colmare. Carlo ha un'amica, Elena, di cui però non vuole parlare alla figlia, andando avanti con sotterfugi che però servono solo a complicare la situazione. Un giorno all'improvviso da Lisbona arriva a Sondrio una donna che si chiama Valentina ed é la mamma della ragazza. Il decesso quindi non c'é mai stato, e ora la Valentina grande vorrebbe vedere quella piccola, ma Carlo si oppone. Anzi, in un momento di tensione, le rimprovera di volergli sottrarre una ragazza di cui lui non é nemmeno il vero padre ma che ha accolto quando lei, la madre, era disperata, ha cresciuto e non vuole lasciare. Rassegnata, la mamma torna alla stazione per andare via forse definitivamente. Sullo stesso treno sta per salire la giovane, decisa a scappare di casa. Ma all'ultimo alla Valentina adolescente viene meno il coraggio. Non sale più sul treno. La fuga é rimandata.

Valutazione Pastorale

Il tema é certamente forte, lo svolgimento costantemente debole. Un uomo, ancora in età giovanile, si assume l'improbo compito di accudire e crescere la figlia di una donna di cui è stato innamorato e, nonostante le difficoltà grosse e crescenti della convivenza, non rinuncia a portare avanti la sfida. Il rapporto padre/figlia é ben delineato nelle tante sfumature di una comunicazione che fatica a decollare. Le domamde sono difficili da esprimere, le risposte tardano ad arrivare. L'adulto vorrebbe avviare una nuova relzione ma la piccola fa fatica ad accettarlo. Veri protagonisti quindi diventano quelli che mancano, la mamma, la parola giusta, i punti di riferimento in un territorio ordinato ma asettico. Tutto questo é palese, chiaro, evidente. Per cui l'opera prima di Moroni, pur encomiabile, soffre del difetto di un minimalismo accentuato, di troppi sguardi, di troppi silenzi, di un'introversione che diventa freno invece che dialettica drammaturgica. Forse si tratta di acquisire una maggiore esperienza. La sincerità degli argomenti comunque rimane e il film, dal punto di vista pastorale, é da valutare come accettabile e nell'insieme semplice. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e proposto nell'ambito di rassegne dedicate al rapporto genitori/figli.

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