Tutta un’altra vita

Valutazione
Brillante, Consigliabile
Tematica
Denaro, Famiglia
Genere
Commedia
Regia
Alessandro Pondi
Durata
103'
Anno di uscita
2019
Nazionalità
Italia
Distribuzione
01 Distribution
Soggetto e Sceneggiatura
Alessandro Pondi, Paolo Logli, Riccardo Irrera, Mauro Graiani
Fotografia
Ramiro Civita (A.D.F.)
Musiche
Cris Ciampoli
Montaggio
Marco Spoletini
Produzione
Rodeo Drive, Rai Cinema

Interpreti e ruoli

Enrico Brignano (Gianni), Ilaria Spada (Lola), Paola Minaccioni (Lorella), Maurizio Lombardi . (Manuel Del Grande), Monica Vallerini (Marta), Daniela Terreri (Erminia), Gabriele Lustri (Annibale), Giordano Di Cola (Gaetano), Rossella Brescia (donna danarosa), Paolo Sassanelli (Temistocle), Giorgio Colangeli (Alfredo)

Soggetto

Gianni, tassista romano con moglie e due figli, si accorge che i suoi ultimi clienti hanno lasciato sulla vettura le chiavi della loro casa, che è poi una villa lussuosa da mille e una notte. Non resiste alla tentazione ed entra in quella dimora da sogno…

Valutazione Pastorale

Alessandro Pondi, nato a Ravenna nel 1972, scrive a partire dal 1999 alcuni sceneggiati televisivi di successo, prima di esordire nel 2017 con “Chi m’ha visto”, con Pierfrancesco Favino e Fiorello. Come quello, anche questo “Tutta un’altra vita” si muove all’interno della commedia italiana, contenitore per eccellenza del cinema nazionale, da declinare secondo i versanti più disparati. Nemmeno troppo però, se è vero che il regista per primo, dopo un accenno all’identità come tema a lui più caro e stimolante, ricorda di aver cominciato a scrivere accanto a Luciano Vincenzoni e, sulla sua scia, di aver lavorato a fianco di Sergio Leone, Monicelli e Germi. Nomi, almeno gli ultimi due, persino fin troppo impegnativi, sintesi robusta e granitica del perfetto connubio tra copione e regia. All’interno di un meccanismo che si intuisce abbastanza collaudato, un certo rallentamento interviene ad abbassare il tono del racconto. Che resta vivace ma non riesce ad essere spumeggiante, alterna il brillante e il serio, grazie soprattutto alle due protagoniste femminili (Paola Minaccioni, Ilaria Spada) mentre Enrico Brignano è meno graffiante e caustico del solito. Forse si aspetta qualche svolta narrativa forte che invece non arriva, e tutto resta archiviato sull’illusione del cambiamento, del sogno, della routine che probabilmente finirà per trionfare. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, e brillante.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, e in successive occasioni come proposta di approccio ad una delle tante facce proposte dalla commedia italiana, specchio del nostro costume.

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