TUTTI GLI UOMINI DEL RE

Valutazione
Accettabile, problematico *
Tematica
Cinema nel cinema, Politica-Società, Potere
Genere
Drammatico
Regia
Steven Zaillian
Durata
125'
Anno di uscita
2006
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
All the King's Men
Distribuzione
Sony Pictures Releasing Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Steven Zaillian tratto dal romanzo omonimo di Robert Penn Warren
Musiche
James Horner
Montaggio
Wayne Wahrman

Orig.: Stati Uniti (2006) - Sogg.: tratto dal romanzo omonimo di Robert Penn Warren - Scenegg.: Steven Zaillian - Fotogr.(Panoramica/a colori): Pawel Edelman - Mus.: James Horner - Montagg.: Wayne Wahrman - Dur.: 125' - Produz.: Mike Medavoy, Arnold W. Messer, Ken Lemberger, Steven Zaillian.

Interpreti e ruoli

Sean Penn (Willie Stark), Jude Law (Jack Burden), Anthony Hopkins (giudice Irwin), Kate Winslet (Anne Stanton), Mark Ruffalo (Adam Stanton), Patricia Clarkson (Sadie Burke), James Gandolfini (Tiny Duffy), Jackie Earle Haley (Sugar Boy), Kathy Baker (mrs. Burden), Talia Balsam (Lucy Stark), Travis M. Champagne (Tom Stark), Kevin Dunn (Alex), Valerie Stodghill . (Miss DuMonde)

Soggetto

Louisiana, intorno alla metà degli anni Trenta. Willie Stark comincia a farsi conoscere parlando a poche persone per strada ma ben presto il suo vigore nella battaglia per i diritti civili e contro la corruzione dilagante lo impone come un vero leader. Così, quando arriva il momento della elezione del nuovo governatore, Stark si presenta e viene facilmente elettoDa questo momento però le cose non vanno come tutti pensavano. Diventato scostante e autoritario, Stark si fa molti nemici, si adatta ad operazioni poco pulite e finisce per essere ucciso con un colpo di pistola da Adam, suo amico di infanzia, a sua volta subito dopo giustiziato da una guardia del corpo. La vicenda é raccontata da Jack Burden, un giornalista ingaggiato da Stark e rimasto con poco entusiasmo al suo servizio.

Valutazione Pastorale

Il romanzo "Tutti gli uomini del re" é stato scritto da Robert Penn Warren nel 1946 e l'anno dopo ha vinto il premio Pulitzer. Nel 1949 é arrivato il film di Robert Rossen, vincitore di tre Premi Oscar (miglior film, miglior attore protagonista, Broderick Crawford, migliore attrice non protagonista, Mercedes McCambridge). Questa seconda versione, scritta e diretta da Steven Zaillian (Oscar per il copione di "Schindler's list), si sforza di annullare la distanza temporale nel frattempo intercorsa, puntando su una messa in scena secca, aspra, dai colori sovraesposti e incisivi. Il periodo é senz'altro ben ricostruito e la partenza in flashback sembra funzionare all'inizio. Poi il tono un po' didascaleggiante si affaccia nelle lunghe cadenze narrative (140'), e l'intento dell'apologo sulla natura umana, sull'utopia, sulle debolezze del potere, sull'invidia e sulla vendetta accusa qualche passaggio a vuoto. Il melodramma prevale sul dramma, le urla sulla misura del realismo, le esaperazioni sentimentali sul vigore dei sentimenti. Il prodotto resta comunque di buon livello, e la cornice consente di mettere in campo qualche tematiche non certo banale. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come accettabile, e nell'insieme problematico. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, e da recuperare nell'ambito dei rapporti cinema/letteratura. Qualche attenzione é da tenere per i più piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

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