UN SAPORE DI RUGGINE E OSSA

Valutazione
Complesso, Problematico, dibattiti
Tematica
Bambini, Famiglia - fratelli sorelle, Famiglia - genitori figli, Handicap, Lavoro, Sessualità, Solidarietà-Amore
Genere
Drammatico
Regia
Jacques Audiard
Durata
120'
Anno di uscita
2012
Nazionalità
Francia
Titolo Originale
De rouille et d'os
Distribuzione
Bim Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
Jacques Audiard, Thomas Bidegain tratto dal romanzo "Ruggine e ossa" di Craig Davidson
Musiche
Alexandre Desplat
Montaggio
Juliette Welfling

Orig.: Francia (2012) - Sogg.: tratto dal romanzo "Ruggine e ossa" di Craig Davidson - Scenegg.: Jacques Audiard, Thomas Bidegain - Fotogr.(Panoramica/a colori): Stephane Fontaine - Mus.: Alexandre Desplat - Montagg.: Juliette Welfling - Dur.: 120' - Produz.: Jacques Audiard, Martine Cassinelli, Pascal Caucheteux, Antonin Dedet.

Interpreti e ruoli

Marion Cotillard (Stéphanie), Matthias Schoenaerts (Ali), Armand Verdure (Sam), Celine Sallette (Louise), Corinne Masiero. (Anna), Bouli Lanners (Martial), Jean Michel Correia . (Richard)

Soggetto

Ex pugile in difficoltà economiche, con a carico il figlio Sam di 5 anni, Alì va a stare da sua sorella ad Antibes. Qui le cose sembrano migliorare. Trova lavoro come buttafuori in una discoteca e qui conosce Stephanie, che addestra orche in un parco acquatico. L'accompagna a casa e le lascia il numero telefonico. Un girono, durante uno spettacolo, Stephanie resta coinvolta in un incidente molto grave. Alì riceve una chiamata e va ad incontrare Stephanie: lei ora è senza gambe e con una vita distrutta. I due cominciano a vedersi con frequenza. Lui sta con lei all'insegna della più semplice normalità, aiutandola in ogni modo, sempre con il proprio carattere duro e severo. Quando Alì ricomicia a combattere in incontri clandestini, si fa accompagnare da Stephanie che, dopo qualche tempo (ormai dotata di arti metallici che le consentono di camminare) comincia a gestire la situazione. In una pausa di riposo, Alì porta in gita il figlioletto, lo lascia solo e Sam scompare nel ghiaccio. Fa in tempo a tirarlo fuori e a portarlo in ospedale. Forse guarirà, ma l'episodio mette quasi a terra il padre. Impaurito, Alì telefona a Stephanie e la supplica di non lasciarlo.

Valutazione Pastorale

Se si tengono presenti i tre precedenti titoli di Audiard (Sulle mie labbra, 2001; Tutti i battiti del mio cuore, 2005; Il profeta, 2009) si comprende meglio il percorso aspro, forte e scostante di questo copione. Al centro c'è l'incontro tra un uomo che ha fatto della battaglia il proprio stile di vita e una donna che precipita nel baratro di una vita a metà, resta sola e si avvicina a questo sconosciuto, cinico ma tanto più disposto a trattarla da essere umano. Sull'orlo del vuoto degli affetti, Stephanie e Alì si legano quasi senza accorgersene, anzi dopo che lui, carnale e manesco, l'ha usata come oggetto di piacere al pari di altri incontri occasionali, l'ha offesa e umiliata, e lei ha cercato di capire i suoi modi violenti, che mascheravano una lontana carenza esistenziale. Il racconto scava dunque nelle pieghe di un anomalo incontro tra caratteri deformati dalla vita e pronti a cedere al reciproco richiamo di aiuto. Audiard preme il tasto sul melò, ossia su quella esasperazione delle passioni che supera il dramma. Così vanno inquadrati alcuni eccessi di racconto e visivi. Film scavato e duro che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti. UTILIZZAZIONE: in programmazione ordinaria il film è da utilizzare con attenzione e rispetto per chi ha meno predisposizione per questo genere incisivo e un po' estremo. Stessa cura è da tenere per minori e piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di dvd e di altri supporti tecnici.

Le altre valutazioni

Sfoglia l'archivo
Ricerca un film
Ricerca Film