VIAGGI DI NOZZE

Valutazione
Inaccettabile, Grossolano
Tematica
Matrimonio - coppia, Sessualità
Genere
Film a episodi
Regia
Carlo Verdone
Durata
112'
Anno di uscita
1995
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Warner Bros Italia
Musiche
Fabio Liberatori
Montaggio
Antonio Siciliano

Sogg. e scenegg.: Carlo Verdone, Leo Benvenuti, Piero De Bernardi - Fotogr. (Panoramica/a colori): Danilo Desideri - Mus.: Fabio Liberatori - Montagg.: Antonio Siciliano - Dur.: 112' - Produz.: Cecchi Gori Group Tiger Cinematografica.

Interpreti e ruoli

Carlo Verdone (Raniero/Giovannino/Ivano), Veronica Pivetti (Fosca), Cinzia Mascoli (Valeriana), Claudia Gerini (Jessica), Luis Molteni, Martino Scovacricchi, Ugo Luly, Alessandro Ruo, Ermanno Schiavina, Enzo Salomone, Nanni Tamma, Maddalena Fellini, Agnese Ricchi, Paolo Triestino, Gloria Sirabella, Edoardo Siravo, Adriana Volpe, Gianni Vagliani, Marcello Magnelli, Mario Granato, Francesco Romei, Angela Masini, Cristina Ascani, Costantino Valente.

Soggetto

PRIMO EPISODIO: "Raniero e Fosca" - Il professore Raniero Cotti Borroni, illustre e maniacale clinico, convola a giuste nozze con l'introversa Fosca. Il dottore, maniaco del telefono cellulare e ossessionato dal ricordo della moglie defunta Scilla, porta la consorte a visitare la tomba di famiglia e la deprime talmente con le sue manie che la donna, in evidente crisi nervosa, viene sottoposta ad un esame cerebrale da un collega bolognese e ad una TAC da un medico militare patavino. Poi Raniero si reca con Fosca a Venezia, dove all'Hotel Danieli trascorre la prima notte di nozze nella stanza dove è stato con la defunta Scilla. Qui, dopo l'allucinante prima notte, Fosca si toglie la vita. SECONDO EPISODIO: "Giovannino e Valeriana" - Il remissivo Giovannino, dopo essere sfuggito il giorno del suo matrimonio con Valeriana al logorroico celebrante, uno zio frate, deve lasciare sola la moglie sulla nave e rinunciare alla crociera per sistemare l'anziano e sclerotico padre che l'infermiera albanese ha abbandonato. Rifiutandosi i fratelli di accogliere il genitore, lo affida alla madre, nonostante 25 anni di separazione. Raggiunta la moglie, deve però soccorrerne la sorella, Gloria, che, tradita dal marito Stefano, ha preso i barbiturici. Fattala vomitare e rimessa in sesto, sta per partire, quand'ecco apparire Stefano, che ammette la sua colpa, ma denuncia l'adulterio di lei col direttore della banca e svela che i barbiturici sono in realtà mentine. Di fronte alle rimostranze di tutti, Gloria con il piccolo figlio fugge con l'automobile, i biglietti e i bagagli degli sposi, che vengono recuperati dalla polizia. Al commissariato hanno la sorpresa di ritrovare il padre, fuggito dalla ex moglie. TERZO EPISODIO: "Ivano e Jessica" - Dopo essersi sposati, lo zotico Ivano e la goffa Jessica non fanno che vagare con la lussuosa automobile di lui, fare all'amore nei modi più inconsueti e dire soltanto gergalmente sciocchezze. Lei mastica sempre gomma e la musica più demenziale è la perpetua colonna sonora del loro squallido vagabondare da una spiaggia ad un night all'insegna del vuoto.

Valutazione Pastorale

Il ritorno di Carlo Verdone alle sue caricature non aggiunge certo nulla a quanto l'autore non abbia già fatto vedere. Non si vuole negare intenzioni satiriche (dalla critica all'uso maniacale del telefono cellulare al problema degli anziani; da piccole e grandi crudeltà mentali dei nostri simili al mondo insulso di certe fasce sociali tanto ricche quanto stolide e vuote) né si vuole sottovalutare momenti validi sotto il profilo comico o satirico o sarcastico che costellano il film. Amareggia che il regista non si renda conto di presentare innanzitutto il matrimonio con totale mancanza di buongusto e rispetto, con la caricatura offensiva del rito e del celebrante. E poi, specie nell'episodio Ivano/Jessica, non mancano situazioni volgari o equivoche, che finiscono per vanificare in un clima farsesco e grossolano gli spunti validi e le invenzioni più riuscite del film. Ne risulta comunque una sorta di criminalizzazione del matrimonio, visto con sarcasmo o con pessimismo (il suicidio di Fosca, lo squallore della coppia Ivano/Jessica) che contribuisce ad un'impressione negativa del sacro vincolo. Il ricorso al gratuito dileggio è un ripiego ignobile e grossolano.

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