VOLARE!

Valutazione
Discutibile, ambiguità
Tematica
Film per ragazzi
Genere
Commedia
Regia
Vittorio De Sisti
Durata
Anno di uscita
1997
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
VOLARE!
Distribuzione
R.&R. Cinema
Soggetto e Sceneggiatura
Eugenio MasciariEugenio Masciari
Musiche
Eugenio Bennato
Montaggio
Ugo De Rossi

Sogg e Scenegg.: Eugenio Masciari - Fotogr.: (Panoramica/a colori) Mario Vulpiani - Mus.: Eugenio Bennato -Montagg.: Ugo De Rossi - Dur.:97' - Produz.: R.&R. Cinema

Interpreti e ruoli

Giuseppe Cristofaro (Gegè Labate), Massimo Ranieri (Antonio), Marina Suma (Emma), Tiziana Lodato (Laura), Tony Sperandeo (Don Cic-cio), Alessandro Zamattio (maestro Luna), Aldo Massasso (don Gioacchino), Massimo Bulla (Pepè), Paco Reconti, Sandro Ghiani, Gianni Franco, Costan-tino Carrozza.

Soggetto

In un paesino del meridione italiano, alla fine degli anni Cinquan-ta, Gegè Labate, bambino disadattato, vive con i genitori Antonio ed Emma, un tempo benestanti ed ora caduti in disgrazia. Tra i suoi coetanei, Gegè ha un amico, Pasqualino, figlio di povera gente, ed un nemico, Sasà, figlio del signorotto mafioso del paese. Antonio, che lavora saltuariamente come cameriere, è malato da anni e le sue condizioni improvvisamente si aggrava-no, Emma ha per lui grande affetto ma poco tempo, impegnata a mandare avanti la casa e tutti e quattro i figli. Quando la mamma lo rinchiude per punizione nel gabinetto, Gegè veleggia felice sulle ali della fantasia, cantan-do Volare! e sognando di essere il principe azzurro che conquista il cuore di una principessa con le fattezze di Laura, la sua procace maestra. Poi il padre muore, Emma manda Gegè in colonia estiva con l’obiettivo di farlo entrare in seminario, ma lui non ne vuole sapere, torna a casa, ricomincia a sognare, passa un periodo in manicomio, diventa grande. Da adulto, comincia a lavo-rare come aspirante cuoco in una base aerea americana, ma continua a guar-dare il mare e a fare sogni.

Valutazione Pastorale

film discontinuo e interessante: si propone come un ritratto dell’Italia del sud anni Cinquanta e in certi momenti offre validi spunti sul piano caratteriale e psicologico. Ma in altri, e sono la maggioran-za, la storia è sciatta e poco curata, la recitazione del bambino non è sempre ben sorvegliata, gli spunti di critica sociale peccano di credibilità e il tono della denuncia è molto grossolano. Seppure punteggiata da vivaci notazioni sulle trasformazioni di costume alla svolta degli anni Sessanta (la tv, le auto-mobili, le nuove realtà lavorative), la sceneggiatura presenta passaggi a vuo-to e dialoghi banali. Dal punto di vista pastorale, un prodotto a più facce, positivo in alcune situazioni, meno felice in altre, quando fa capolino anche una punta di facile anticlericalismo, e sostanzialmente ambiguo. Utilizzazione: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, con attenzione per la presenza dei minori. Più utilmente , è da proporre come ritratto d’epoca, anche in rassegne dedicate agli anni Cinquanta in Italia. Sembra opportuno ribadire che, nonostante il protagonista sia un bambino, è preferibile non utilizzare il film in proiezioni per ragazzi, proprio a motivo della sua ambiguità di fondo.

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