11 METRI

Valutazione
Consigliabile, Realistico
Tematica
Morte, Sport, Storia
Genere
Documentario
Regia
Francesco Del Grosso
Durata
87'
Anno di uscita
2012
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Vega's Project (info@vegasproject.it)
Soggetto e Sceneggiatura
Francesco Del Grosso Daniele Esposito
Musiche
Raffaele Inno con il brano "Tradimento e perdono" di Antonello Venditti
Montaggio
Francesca Sofia Allegra

Orig.: Italia (2011) - Sogg.: Daniele Esposito - Scenegg.: Francesco Del Grosso - Fotogr.(Panoramica/a colori): Daniele Anzellotti - Mus.: Raffaele Inno con il brano "Tradimento e perdono" di Antonello Venditti - Montagg.: Francesca Sofia Allegra - Dur.: 87' - Produz.: Salvatore Allocca, Daniele Esposito.

Soggetto

Il 30 maggio 1994 Agostino Di Bartolomei si toglie la vita con un colpo di pistola al cuore nella sua villa di Castellabate in provincia di Salerno. Dello storico capitano del secondo scudetto giallorosso viene ripercorsa la storia, attraverso le parole e i ricordi dei parenti più stretti (moglie e figlio), di amici, di compagni di squadra e giornalisti: nel tentativo di capire il perchè di quel gesto avvenuto esattamente dieci anni dopo la sconfitta della Roma ai rigori contro il Liverpool nella finale di Coppa dei Campioni giocata proprio allo stadio Olimpico.

Valutazione Pastorale

Qualunque spiegazione sulla tragica fine di Di Bartolomei rischia di non essere soddisfacente, e giustamente il copione non azzarda ipotesi. E' possibile però ridare la parola a lui, rivederlo all'opera in campo, prima nella 'sua' Roma e poi per breve tempo a Milano e a Salerno, ascoltare le testimonianze oggi di chi lo ha conosciuto bene. Dai vari interventi, dai fatti riferiti sembra di capire che il carattere molto chiuso e riservato del calciatore si sia scontrato soprattutto con la dura realtà del 'dopo', ossia di quando ha smesso di giocare. Qui, da alcune frasi, si evidenziano forti delusioni (il rifiuto della Roma di prenderlo nei quadri societari) e impreviste difficoltà (nel fondare la scuola di calcio fuori Salerno): un insieme di insuccessi che forse hanno corroso il suo equilibro. Il montaggio dei materiali di oggi e di quelli d'archivio è ben organizzato, e cattura l'attenzione. Si resta in un clima di cronaca vera, che fa apprezzare il lavoro, e chiede rispetto e compassione per quel suicidio che non è mai da considerare la soluzione a qualunque problema. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile e soprattutto realistico.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in situazioni mirate, come occasione di memoria e di ricostruzione di un decennio della recente storia italiana, vista attraverso il calcio.

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