ADRENALINE

Valutazione
Discutibile, Crudezze
Tematica
Genere
Grottesco
Regia
Alain Rosak, Anita Assal, Barthelemy Bompard, Jean-Marie Maddeddu, John Hudson, Philipp, Yann Piquer
Durata
77'
Anno di uscita
1991
Nazionalità
Francia
Titolo Originale
ADRENALINE
Distribuzione
C.D.I.
Soggetto e Sceneggiatura
Jean Marie Maddeddu, Yann Piquer, Hugo Verlomme, Jean Marc Toussaint da un'idea di Yann Piquer
Musiche
Scoop! Pierre Azais, Anne
Montaggio
Pierre Didier, Gerard Paret, Elisabeth Moulinier

Sogg.: da un'idea di Yann Piquer - Scenegg.: Jean Marie Maddeddu, Yann Piquer, Hugo Verlomme, Jean Marc Toussaint - Fotogr.: (panoramica/a colori e b.n.) Bernard Cavalié - Mus.: Scoop! Pierre Azais, Anne-Marguerite Jacques, J.W. Hudson, Richard Gigli - Montagg.: Pierre Didier, Gerard Paret, Elisabeth Moulinier - Dur.: 77' - Produz.: Manitou

Soggetto

un cieco vaga nel deserto finché non raggiunge una lunga fila di non vedenti anch'essi con occhiali scuri e bastone bianco. Attendono apparentemente di entrare in un portone dall'aspetto imponente. La sequenza fa da prologo, da intermezzo e da chiusura a dodici episodi: un solitario passeggero notturno del metrò vede con terrore aumentare gradatamente la velocità del convoglio fino al livello di un jet in decollo; una donna vede restringersi inesorabilmente la camera da letto, e sfondando il soffitto viene decapitata da un camion; una vecchina coccola il micio in una sporta per poi sfracellarlo contro il muro e disegnare col sangue del felino un cuore trafitto; un tizio di colore viene "sequestrato" dalla sua Citroén che lo porta alla rottamazione: qui egli vede, prima di finire nella pressa, che anche altri automobilisti subiscono la stessa sorte; un solitario coll'appartamento pieno di piante viene attaccato dalla bottiglia che egli usa per innaffiarle, la rompe contro il muro ma si ritrova "imbottigliato"; una coppia di vecchietti diabolici costringe ad un micidiale "percorso di guerra" i potenziali acquirenti della loro casa facendoli perire in modo rocambolesco; un amante "discreto" rimane privo di arti e tronco pur di non rivelare il nascondiglio dell'amica al di lei gelosissimo marito che lo mutila ferocemente, un conducente d'ambulanza, chiamato d'urgenza ad un incrocio per un incidente, scopre che quest'ultimo deve ancora avvenire e coinvolge proprio la sua ambulanza; un maniaco tappezza geometricamente le pareti della stanza di mosche mutilate di ali e zampette e trova l'ultimo tassello del suo originale puzzle sulla guancia di una compiacente donnina, che non esita a strozzare; un televisore si trasforma in demoniaca presenza nella vita di una tranquilla coppia tanto da richiedere l'opera di un esorcista "elettronico"; una telecamera di controllo in un grande edificio assale il custode assumendo le forme di una arachide; un uomo viene preso a pugni in faccia fino a ridurre il suo volto ad una purpurea maschera tumefatta che riscuote grande successo quando viene esposta in una galleria d'arte moderna. I ciechi, la cui visione ha intervallato tutte le vicende esposte, si tolgono gli occhiali scoppiando in una bella risata, mentre il cieco vero capitato in mezzo a loro si gira intorno spaesato.

Valutazione Pastorale

film grottesco-surrealista, ben fotografato e con un montaggio che procede a ritmo sostenuto, sembra presentare due tesi di fondo: la prima è la sostanziale crudeltà e malvagità degli esseri umani, la seconda è la potenzialità diabolica evidentemente da essi trasferita anche ai loro manufatti, siano essi pre-industriali come una stanza o una vecchia casa che si trasformano in trappole mortali o prodotti di tecnologie più o meno recenti, dall'automobile al metrò, dal televisore alla telecamera. Pur tenendo conto del clima paradossale e di certe azzeccate intuizioni filmiche (il maniaco con le mosche o l'opera d'arte "pugilistica"), il film presenta effetti di una certa crudezza anche se prive di un evidente compiacimento.

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