ALIEN AUTOPSY

Valutazione
Accettabile, semplice
Tematica
Amicizia, Avidità, Denaro, Mass-media, Storia
Genere
Commedia
Regia
Jonny Campbell
Durata
95'
Anno di uscita
2006
Nazionalità
Gran Bretagna
Titolo Originale
Alien Autopsy
Distribuzione
Warner Bros Italia
Musiche
Murray Gold
Montaggio
Oral Norrie Ottey

Orig.: Gran Bretagna (2006) - Sogg. e scenegg.: William Davies basati su una storia vera - Fotogr.(Panoramica/a colori): Simon Chaudoir - Mus.: Murray Gold - Montagg.: Oral Norrie Ottey - Dur.: 95' - Produz.: William Davies, Barnaby Thompson, Alexandra Arlango, Collenn Woodcock.

Interpreti e ruoli

Declan Donnelly (Ray Santilli), Ant McPartlin (Gary Shoefield), Bill Pullman (Morgan Banner), Harry Dean Stanton (Harvey), Omid Djalili . (Melik), Jimmy Carr (capoufficio di Gary), David Threlfall (Jeffrey), Orson Bean (il senzatetto ex attore), Gotz Otto (Voros), Nichole Hiltz (Amber Fuentes)

Soggetto

Del tutto casualmente Ray Santilli e Gray Shoefield, due ragazzi inglesi, entrano in possesso in America di un filmato trafugato dagli archivi dell'esercito americano in cui si vede l'autopsia praticata su un essere alieno. Putroppo, dopo il primo passaggio, la pellicola svanisce e i due, impauriti dal fatto di dover tornare a mani vuote da Voros, il gangster che aveva prestato loro i 30mila dollari per l'acquisto, girano una scena simile dentro casa e gliela consegnano. Voros la prende per vera, ne è entusiasta, applaude alla grande scoperta e, da quel momento, per Ray e Gray comincia una nuova vita. Conosciutasi la notizia, il filmato viene comprato dalle televisioni di tutto il mondo a suon di dollari, Ray è invitato a vari talk show, gli incassi aumentano. A lungo andare però diventa sempre più difficile tenere in piedi la bugia, e così ad un certo punto i due decidono di nascondere quel loro filmato. Ora, a dieci anni da quegli avvenimenti, vogliono di nuovo tirarlo fuori e venderlo ad un documentarista americano. Il quale fiuta la posibilità di un nuovo scoop e accetta di occuparsene.

Valutazione Pastorale

Basato su una storia vera, si dice, come spesso capita, all'inizio. I fatti sono accaduti, e Ray e Gary, quelli autentici, appaiono nei titoli di coda a commentare l'accaduto. Sulle percentuali tra la cronaca e la libera invenzione della sceneggiatura, sarebbe difficile intervenire. E forse non è molto importante. Quello che interessa, è ovvio, é l'evento in quanto paradigma della possibile di creare 'falsi' attraverso l'immagine, con conseguenze che girano per il mondo e con la sensazione che le televsioni si guardino bene dal filtrare la validità o meno della notizia. Si mistifica, si inventa e, poi, quando sono passati molti anni e magari non ci sono più testimoni diretti, una cosa, un fatto, una persona diventano per tutti quelli 'veri'. Si tratta di materia degna anche di riflessione, ma il copione se ne interessa fino ad un certo punto. Sul tono serio prevale quello grottesco, un po' caricaturale, comunque esteriore da commedia e da burla, anche con qualche incongruità narrativa. Così il film, dal punto di vista pastorale, è da valutare come accettabile, e estremamente semplice. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e proposto come prodotto molto fruibile nell'ambito del rapporto cinema/mass-media.

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