ALLA DERIVA

Valutazione
Inaccettabile, Negativo
Tematica
Famiglia, Lavoro
Genere
Drammatico
Regia
Jon Jost
Durata
117'
Anno di uscita
1994
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
THE BED YOU SLEEP IN
Distribuzione
Istituto Luce
Musiche
Erling Wold
Montaggio
Jon Jost

Orig.: Stati Uniti (1994) - Sogg e scenegg.: Jon Jost - Fotogr.(Panoramica/a colori): Jon Jost - Mus.: Erling Wold - Montagg.: Jon Jost - Dur.: 117' - Produz.: Henry S. Rosenthal.

Interpreti e ruoli

Tom Blaire (Ray), Ellen Mc Laughlin (Jean), Kate Sannella (Beth), Marshall Gaddis (Doug), Brad Shelton (Scott), Lisa Austin (Karma), Thomas Morris, Glea Humphreys, Miki Whittles, Fred Rorie, Cathy Cadwallader, Polly Chavarria.

Soggetto

A Toledo, il titolare di uno stabilimento di legname, Ray, si lamenta col dipendente Doug della crisi del settore a causa del divieto di abbattere altri alberi per proteggere i gufi, e pensa di modificare la produzione e la vendita per non dover licenziare operai. Hobby di Ray è la pesca: la seconda moglie, Jean, lo accompagna al Drift Creek, dalle limpide acque. Qui Ray insegna a pescare al giovane Scott, che gli rivela di conoscere la figlia Tracy. Improvvisamente Ray trova la moglie costernata da una lettera di Tracy che accusa il padre di averla molestata sessualmente: l’uomo, con calma, nega, e suggerisce alla moglie che la figlia sia stata plagiata dal gruppo di analisi in cui è entrata da poco. La donna si confida con l’amica Beth, manifestando il desiderio di andare da Tracy, ma Beth, alle prese anche lei con una situazione familiare difficile, non sa come aiutarla. Ray, che ha dissuaso la moglie dal raggiungere la figlia per non complicare le cose, riceve la telefonata di Scott che gli annuncia che Tracy si è uccisa. Corso a casa, trova che Jean si è tolta la vita a sua volta col gas. Sconvolto, Ray non regge allo sconforto e si spara alla testa, dopo essersi lavato le mani nell’acqua del ruscello.

Valutazione Pastorale

Nel contesto della crisi di un settore importante come quello del legname, si sviluppa inaspettato ed ineluttabile il dramma di tre vite che si uccidono per una denuncia scritta, sulla cui veridicità il regista lascia allo spettatore tutti i dubbi del caso. Il rapporto coniugale, molto armonico, come mostra la sequenza della pesca, con le avance affettuose di lei e la bonaria ironia tra i due, subisce una scossa terribile attraverso la denuncia di Tracy: vera o falsa, è una ferita mortale, anche se il regista sembra dare, con un quadro psicologico del protagonista più che positivo, ulteriori indicazioni indirette che vanno a favore della sua innocenza. Significativa è anche l'assoluta assenza dallo schermo di Tracy, deus ex machina di un'odierna tragedia del vivere quotidiano. Di lei si viene a sapere che studia fuori, e che ha un rapporto, difficile per problemi di frigidità, con Scott. Annunciando il suicidio di Tracy, Scott travolge l'equilibrio già scosso di Jean, che evidentemente lo interpreta come ulteriore prova negativa a carico di Ray. Nulla vieta peraltro di pensare, in base a sia pur scarni accenni narrativi, che Tracy possa (tramite il concorso di pressioni diverse, su cui prevale l'ingresso nel gruppo di terapia che potrebbe averla plagiata) aver costruito la calunnia portando al parossismo un naturale risentimento verso un padre forse autoritario e troppo rigido. Il regista non prende posizione: si limita a mostrare, con lunghe sequenze, la desolazione di un orizzonte quotidiano sul quale non appaiono barlumi di speranza o di rinnovamento.

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